Il Movimento 5 Stelle con una interpellanza ha chiesto al Presidente Enrico Letta di superare le divisione interne tra i Ministeri dello Sviluppo e quello dell’Ambiente e chiarire con urgenza l’indirizzo del Governo sugli obiettivi UE vincolanti al 2030 per incrementare l’efficienza energetica, lo sviluppo delle fonti rinnovabile e la riduzione delle emissioni. Per il M5S serve una posizione del governo in ambito europeo che non favorisca i soliti noti ma una svolta verso la transizione energetica, anche in vista della presidenza italiana nel semestre europeo.

“Il Governo Italiano – chiede il M5S nella sua interpellanza – deve schierarsi in maniera chiara al fine di cogliere i benefici che la sfida del cambiamento climatico e la transizione energetica ci pone”.

Nel comunicato che accompagna l’interpellanza si legge che “Se il Governo non tiene conto di questi aspetti, vorrà dire che non vuole interessarsi delle oltre 102.000  imprese dei settori coinvolti nella filiera delle rinnovabili, e delle oltre 350.000 aziende che investono in risparmio energetico ed energia pulita. Risultati che potrebbero essere rafforzati secondo il report prodotto dalla stessa Commissione europea e pubblicato dal Guardian, secondo cui un obiettivo vincolante sulle rinnovabili al 2030 produrrebbe oltre mezzo milione di posti di lavoro in più rispetto allo scenario che si verificherebbe qualora la UE si accontentasse di un obiettivo unico per la riduzione delle emissioni”.

Un accenno sui costi ambientali e sanitari della produzione di energia: “Non possiamo parlare di clima ed energia se non teniamo conto dei costi sull’esternalità che i processi produttivi di energia determinano sull’ambiente e sulla salute. Non è più tollerabile che chi crea profitto inquinando non paghi le conseguenze dei danni che si manifestano sulla collettività”, conclude il comunicato del M5S.