Un alleggerimento della bolletta elettrica di 850 milioni di euro, è quanto il ministro dello Sviluppo economico Zanonato conta di ottenere dai provvedimenti approvati oggi in Consiglio dei Ministri. In dettaglio, 150 verranno dall’intervento sul ritiro dedicato, mentre dalla rimodulazione volontaria degli incentivi alle rinnovabili si conta di ricavare ben 700 milioni. Ridimensionato invece il contributo dei bond per ridurre il peso dell’A3 in bolletta: una prima tranche potrebbe portare 300 milioni, ma resta da verificare come l’UE considererà l’operazione rispetto al bilancio dello Stato.

Il pacchetto di misure, noto come Fare 2/Sviluppo e poi ribattezzato Destinazione Italia, è passato al CdM di oggi diviso in due provvedimenti: un decreto legge intitolato “Interventi urgenti di avvio del Piano Destinazione Italia, per il contenimento delle tariffe elettriche, gas e RC-Auto, l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed Expo 2015” e un disegno di legge del MiSe su “Misure di semplificazione per l’avvio di attività economiche, l’accesso al credito, i finanziamenti e agevolazioni alle imprese (collegato alla Legge di Stabilità 2014)” (vedi allegati in basso).

Quest’ultimo contiene una delega al Governo per ridurre il costo di elettricità e gas, tramite la razionalizzazione dei costi di GSE, GME AU, Sogin, anche facendoli gravare maggiormente sui produttori, la revisione dei regimi tariffari speciali e appunto i bond che dovrebbero tagliare il peso dell’A3, una misura che però, ha spiegato Zanonato, “ha delle complessità legate al patto di stabilità e al non aumento del debito. Si partirà con 300 milioni di euro – ha aggiunto – ma dovremo vedere con la Comunità europea se si può fare”.

Nel Decreto Legge entrano, invece, altre misure già note. In tema di ritiro dedicato si dispone l’abolizione delle tariffe minime per gli impianti che godono già di altri incentivi, provvedimento che dovrebbe appunto far risparmiare 150 milioni. Si dispone la modifica della tariffa bioraria (che non dovrebbe portare a particolari risparmi) e si prevede un meccanismo spalma-incentivi per le rinnovabili da attuare con una rinegoziazione volontaria delle agevolazioni, allungandone la durata di 7 anni e riducendo l’ammontare annuo. Come detto, dallo spalma incentivi volontario Zanonato si attende un risparmio di 700 milioni, cioè molto più di quanto stimato in precedenza: l’aumento del risparmio atteso – ha spiegato il ministro – è dovuto all’introduzione della possibilità anche per il fotovoltaico di optare per la rimodulazione.

Nel decreto, tra le varie cose, anche norme sulla certificazione energetica degli edifici e disposizioni per il recupero di aree industriali compromesse come, ha detto Zanonato, “il polo chimico di Porto Marghera, per l’insediamento di attività produttive nel settore, per esempio, della chimica verde”.

Tornando al disegno di legge, tra le novità, la revisione delle competenze Stato-Regioni nella geotermia. Si va avanti sulla revisione del meccanismo introdotto dal D.Lgs del 2010 sugli stoccaggi gas che non sono più indispensabili alla luce della diversa congiuntura di mercato. Come pure sul già previsto intervento per semplificare e migliorare il funzionamento del mercato gas. E sulla gara per la realizzazione della centrale a carbone con CCS nel Sulcis.

Un decreto MiSe, sentita l’Autorità per l’Energia, disporrà sulla revisione della struttura della bolletta elettrica, al fine di rendere più trasparenti per l’utenza gli oneri e gli incentivi. Infine, da segnalare che, per non gravare ancora sui prezzi finali alla pompa, salta l’aumento dal 4,5 al 5% la quota minima d’obbligo di miscelazione dei biocarburanti nella benzina e nel diesel che era previsto per il 2014.

Il disegno di legge nella versione entrata in Cdm (pdf)

Il decreto legge nella versione entrata in Cdm (pdf)

 

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