Nasce AMI, nuova associazione dedicata al mini idroelettrico

  • 20 Novembre 2013

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Nasce una nuova associazione dedicata al mini idroelettrico: AMI, Associazione Mini Idroelettico. Dall'associazione un comunicato sotto forma di un'intervista al nuovo presidente, l’ing. Piercarlo Boasso, nella quale si parla dei problemi e delle potenzialità del piccolo e piccolissimo idroelettrico in Italia.

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Nasce una nuova associazione dedicata al mini idroelettrico: AMI, Associazione Mini Idroelettico. Dall’associazione riceviamo un comunicato sotto forma di intervista al nuovo presidente, l’ing. Piercarlo Boasso, nella quale si parla dei problemi e delle potenzialità del piccolo e piccolissimo idroelettrico in Italia.

AMI, una nuova associazione?

A.M.I. è una libera associazione senza scopo di lucro, dove gli associati possono trovare risposte alla problematiche del settore mini idroelettrico e dare il loro contributo a favore degli altri associati, al fine di promuovere e supportare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Come è nata l’idea di costituire un associazione del mini idroelettrico?

L’energia idroelettrica, già agli albori dell’era industriale, era ed è tuttora la fonte primaria di produzione di energia elettrica e di forza motrice. Pur essendo un sistema di produzione con così tanta storia, l’idroelettrico è ancora adesso un settore di grande vivacità, soprattutto nel segmento dei mini impianti a basso o nullo impatto ambientale. Oggi il settore resiste agli attacchi della crisi economica anche se sconta un pesante fardello normativo, frammentato da leggi regionali e cavilli burocratici che non permettono agli operatori una programmazione snella e rapida, come il mondo tecnologico e finanziario attualmente impongono. In questa galassia di normative, soluzioni tecniche e proposte tecnologiche, stando a contatto con gli operatori del settore, si è avvertita l’esigenza di creare un Associazione moderna che sappia ascoltare le problematiche dei produttori di energia, metterle a confronto con i costruttori di macchine, i progettisti, gli ambientalisti, le banche, gli investitori, per creare un punto di incontro, dove discutere e risolvere le diverse criticità.

Lei crede in un futuro di ulteriore sviluppo delle risorse rinnovabili in Italia?

Oggi il nostro Paese ha una grossa opportunità: gettare le basi per passare da uno stato di forte dipendenza energetica dall’esterno (carbone, petrolio, gas, nucleare) ad uno di quasi autosufficienza, grazie a sistemi di produzioni distribuiti sul territorio, a basso impatto ambientale e reversibili.

Ci spiega cosa intende per sistemi reversibili?

Quando parlo di sistemi reversibili mi riferisco al fatto che, se in futuro si decidesse di dismettere l’impianto di produzione, questo potrebbe essere fatto senza lasciare alcuna traccia sul territorio, come se non fosse mai esistito: se, ad esempio, una comunità decidesse di dismettere una centrale idroelettrica, una volta eliminate le apparecchiature e demoliti gli edifici, il sito tornerebbe alle sue condizioni originali, senza impatti ambientali. Questa reversibilità del processo produttivo è proprio alla base dello sviluppo sostenibile, a garanzia delle generazioni future.

Può farmi un esempio di impianto idroeletttrico ad impatto ambientale nullo?

Mi viene in mente il recupero energetico negli acquedotti. In questo caso la rete di condotte esiste già, ed il semplice inserimento di una micro o mini turbina, permetterebbe di recuperare buona parte dell’energia che, altrimenti, verrebbe persa per dissipazione. L’Italia abbonda di colline e montagne con tantissimi salti idrici o reti di acquedotto ancora da sfruttare.

Tornando ad AMI, a chi si rivolge?

Questa nuova associazione si rivolge indistintamente agli operatori del settore del mini idroelettrico, che siano produttori di energia, installatori, produttori di macchine, progettisti, enti locali, consorzi, banche, assicurazioni, ecc.

Cosa può fare AMI per gli associati, quali vantaggi ne ottengono?

AMI è stata concepita per essere un punto di riferimento per chi già opera o si accinge a farlo nel comparto dell’idroelettrico di piccola e media taglia, e intende finanziarsi grazie al contributo volontario degli associati. La mission principale è fornire servizi reali, risposte sul piano tecnico, amministrativo, finanziario. AMI intende anche contribuire a fare informazione e formazione ai soggetti interessati.

 

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