L’annunciata carbon tax francese è stata approvata ieri dal Parlamento di Parigi. Un emendamento alla legge di bilancio 2014 istituisce infatti la cosiddettacontribution climat énergie (Cce), una tassa sui combustibili fossili proporzionale al loro contenuto di carbonio i cui proventi serviranno a ridurre il carico fiscale sul lavoro e a rendere più efficiente l’edilizia.

Illustrata lo scorso agosto nelle sue linee generali, la misura prevede un graduale aumento della Tassa Interna sul Consumo (Tic) dei prodotti energetici sulla base delle loro emissioni di CO2.

L’anno prossimo, la Cce ammonterà a 7 euro per tonnellata di CO2 e salirà a 14,5 €/ton CO2 nel 2015 e a 22 €/ton CO2 nel 2016. Il gettito è stimato nei tre anni, rispettivamente, in 340 milioni di € per il 2014, 2,5 miliardi per il 2015 e 4 miliardi per il 2016.

Per il 2014 la tassa non colpirà i carburanti da autotrazione né il gasolio da riscaldamento, mentre porterà a leggeri aumenti per l’olio combustibile, il gas e il carbone. Dal 2015, la Cce sarà applicata a pieno regime e comporterà una crescita di 2,9 centesimi di euro al litro per il gasolio auto: l’utente medio, secondo il relatore dell’emendamento, il socialista Christian Eckert, pagherà circa 28 euro all’anno in più per il carburante e 1,4 euro in più per il riscaldamento se a gasolio.

Dei 4 miliardi che la tassa raccoglierà nel 2016, 3 andranno a finanziare gli sgravi fiscali sulle assunzioni tramite il Crédit d’impôt compétitivité emploi (CICE), mentre un miliardo andrà a finanziare la riduzione della TVA (l’Iva francese) sulle ristrutturazioni energetiche e a riqualificare energeticamente l’edilizia popolare.

Un provvedimento collegato prevede la soppressione della defiscalizzazione dei biocarburanti attualmente in vigore. Anche in questo caso la soppressione avverrà progressivamente entro il primo gennaio 2016.

 

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