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Sono 9 milioni gli interventi di riqualificazione energetica negli edifici effettuati in Germania entro il 2010, con un investimento che oscilla tra 300 milioni e 2 miliardi di euro all’anno.

L’impatto di questi investimenti ha consentito un interessante ritorno fiscale per le casse statali, oltre a che una riduzione nei sussidi erogati per la disoccupazione: per ogni euro speso per la riqualificazione in edilizia in Germania ne rientrano 7 per lo Stato, e vengono attivati investimenti complessivi per 13 volte superiori.

Importanti sono anche gli effetti sull’occupazione valutati in 180mila nuovi posti di lavoro nel 2011. È quanto indicato da un’analisi della KfW (Kreditanstalt fuer Wiederaufbau), l’istituto di credito dello Stato per la ricostruzione tedesca che ha un ruolo centrale anche nel campo dell’efficienza energetica in edilizia.

Si tratta di dati rilevanti, ma ancora insufficienti rispetto agli obiettivi tedeschi della roadmap al 2050, che prevede una de-carbonizzazione spinta proprio deal settore dell’edilizia. Con questi numeri si è potuto riqualificare circa l’1% all’anno del patrimonio edilizio, ma occorrerà raddoppiare gli sforzi per raggiungere quel target. Si attende in questo settore un’ulteriore accelerazione delle politiche tedesche per l’efficienza nel settore. Un esempio che dovrebbe essere da stimolo per il nostro paese.

L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.