Parlamento europeo, nuova VIA e vale anche per shale gas

  • 10 Ottobre 2013

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Il Parlamento europeo approva la nuova direttiva VIA e affida al suo relatore, l'eurodeputato Zanoni, il mandato di iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione. Entro il 2016 la nuova VIA che riguarda anche esplorazione ed estrazione del gas di scisto. Una misura per garantire che i cittadini siano informati e consultati.

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Il Parlamento europeo ha approvato ieri, 9 ottobre, una modifica alla legislazione esistente per far sì che le attività di esplorazione ed estrazione di idrocarburi non convenzionali (shale oil o shale gas) siano oggetto di valutazione d’impatto ambientale. I deputati chiedono anche misure per ridurre i conflitti di interesse e garantire che il pubblico sia informato e consultato. Lo afferma una nota del Parlamento europeo.

La direttiva sulla Valutazione dell’impatto ambientale (VIA) si applica a progetti sia pubblici sia privati e stabilisce alcuni criteri, tra cui le informazioni che devono essere presentate alle autorità nazionali per un progetto prima della sua approvazione – ricorda la nota – la legislazione copre una vasta gamma di progetti, che spaziano dalla costruzione di ponti agli allevamenti intensivi di suini. Sul gas di scisti sono molte le preoccupazioni di carattere ambientale nel nostro paese.

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo aveva elaborato già nel 2011 uno studio (Impacts of shale gas and shale oil extraction on the environment and on human health) che sottolineava i possibili impatti del gas da scisti in Europa. Nel documento si sottolineava che entro il 2035 si potrà avere bisogno di importazioni di gas pari a 100 miliardi di metri cubi, ma non saranno certo le risorse di gas non convenzionale a soddisfare questa elevatissima richiesta, perché troppo scarse per poter fornire un contributo importante, chiariva il report.

Il gioco, insomma, non vale la candela, specie per le esternalità negative legate a questa fonte, come la contaminazione delle falde acquifere e dei terreni riscontrata in diversi casi. I fluidi usati per il fracking (fratturazione) contengono spesso sostanze pericolose e attualmente gli operatori non sono obbligati a dichiarane la composizione; spesso queste filtrano nel terreno, portando con sé anche metalli pesanti e materiali radioattivi. La contaminazione delle acque può avvenire, si legge nel rapporto UE del 2011, anche per fuoriuscite di metano, “in casi estremi portando all’esplosione di edifici residenziali” o di cloruro di potassio, fatto che ha causato in diversi casi salinizzazione dell’acqua potabile nella vicinanza dei pozzi. Altri impatti segnalati nel report sono gli eventi sismici collegati alle trivellazioni e all’iniezione dei liquidi ad alta pressione.

“Abbiamo rivisto questa normativa fondamentale per allinearla alle nuove priorità dell’Europa, come i terreni, l’uso delle risorse, il rispetto per la biodiversità. La fratturazione idraulica desta preoccupazione. Abbiamo anche previsto criteri chiari per evitare conflitti di interesse e per coinvolgere il pubblico“, dichiara il relatore ed europarlamentare, Andrea Zanoni, che ha aggiunto “giorno storico per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini in Europa. Abbiamo sconfitto la lobby delle industrie che inquinano di più”.

La sua relazione è stata approvata con 332 voti favorevoli, 311 contrari e 14 astensioni. Il relatore è stato anche incaricato di iniziare i negoziati con gli Stati membri. La nuova direttiva VIA va quindi verso un accordo in prima lettura e l’entrata in vigore entro il 2016.

Questi i punti chiave della nuova Direttiva Ue sulla VIA:

1 – Conflitto di interessi

L’assoluta indipendenza dell’autorità competente dal committente deve essere assicurata. In alcuni casi, nonostante la separazione formale tra autorità competente e committente, in particolare quando quest’ultimo è un soggetto pubblico, si verifica spesso un’impropria commistione tra i due attori, tale da inficiare l’obiettività del giudizio.

2 – Sanzioni

Previsione di sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa direttiva, compresi casi di conflitto d’interesse e corruzione.

3 – Gas di scisto

Includere nell’allegato I della direttiva (obbligatorietà di Valutazione d’Impatto Ambientale VIA) i cosiddetti “idrocarburi non convenzionali” ovvero  gas di scisto e del gas naturale da giacimenti di carbone, sia nella fase di “estrazione” che in quella di “esplorazione limitatamente alla fase che prevede l’applicazione di fratturazione idraulica”.

4– Salami slicing

Prendere in maggior attenzione all’effetto cumulativo dell’impatto ambientale di più progetti nella stessa zona e azioni volte a contrastare il cosiddetto “salami slicing” ovvero lo spacchettamento di un singolo progetto in sotto pregetti per evitare l’obbligo di valutazione ambientale complessiva.

5 – Maggiori informazioni

Il committente deve fornire maggiori informazioni sui rischi per la salute della popolazione interessata da un determinato progetto e sulle eventuali ripercussioni sul paesaggio e patrimonio culturale circostrante.

6- Nuovi progetti sottoposti a VIA.

Oltre al gas di scisto, dovranno essere sottoposti a VIA obbligatoria (allegati I della direttiva) tutta una serie di progetti prima esclusi, come le demolizioni di precedenti strutture, parchi a tema (come acquatici, parchi divertimento, delfinari ecc,), campi da golf su terreni aridi e cave per estrazione dell’oro.

7 – Eliminazione delle deroghe

Non sono più concesse ai Paesi membri deroghe speciali per esentare determinati progetti dalla VIA con l’eccezione di quelle motivate con ragione di sicurezza pubblica.

8 – Coinvolgimento del pubblico

Rafforzare il ruolo del pubblico interessato in tutte le fasi della procedura in ottemperanza alla Convenzione di Århus. Una buona governance necessita di momenti di dialogo tra i soggetti interessati e di una procedura chiara e trasparente, rafforzando il sostegno alle decisioni adottate e riducendo il numero e i costi dei contenziosi legali che si riscontrano quando manca un’effettiva condivisione del progetto.

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