Decreto Fare-bis, il ricatto retroattivo non piace al mondo delle rinnovabili

Stando alla bozza del provvedimento in circolazione, gli impianti che non aderiscano alla rimodulazione volontaria degli incentivi verrebbero penalizzati in maniera retroattiva. Un punto che non piace per nulla alle associazioni delle rinnovabili, favorevoli invece ai bond per spalmare il peso dell'A3.

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Sì ai bond per ridurre il peso della componente A3 in bolletta ma no a meccanismi retroattivi che danneggino le rinnovabili. E’ questo il messaggio che emerge dal mondo delle rinnovabili a proposito del cosiddetto taglia-bollette in arrivo con il decreto Fare-bis.

Sotto accusa è la parte del provvedimento che – a quanto emerge dalle bozze in circolazione – penalizzerebbe in maniera retroattiva gli impianti che non aderiscono alla rimodulazione volontaria degli incentivi.

Come sappiamo per certi impianti a rinnovabili, quelli cui si applicano le tariffe onnicomprensive o dei Certificati Verdi, il decreto – per come sembra stia prendendo forma – dovrebbe prevedere l’opzione volontaria di prorogare gli incentivi di 7 anni riducendone l’ammontare annuo. A sucitare le critiche delle associazioni delle rinnovabili è la parte della bozza che recita che se il produttore non sceglie questa opzione volontaria “non ha diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, incluso ritiro dedicato e scambio sul posto, a carico delle tariffe elettriche per qualunque tipo di intervento realizzato sullo stesso sito”.

“Tale norma  – commentano da AssoRinnovabili – agendo in modo retroattivo introdurrebbe di fatto pesanti modifiche nel sistema di remunerazione che, insieme alle altre misure penalizzanti già emanate recentemente (come la Robin Hood Tax a grandi e piccoli impianti), porterebbe a grave crisi il settore. Gli effetti negativi non sarebbero limitati ai produttori di energia rinnovabile, ma si estenderebbero all’intero sistema Italia, che vedrebbe un’ulteriore perdita di credibilità verso gli investitori nazionali e internazionali”.

Sulla stessa linea il coordinamento Free che “condivide lo sforzo del Governo di individuare meccanismi di cartolarizzazione che portino alla copertura efficiente per il sistema energetico delle componenti della bolletta elettrica”, ma “è invece contrario a qualsiasi proposta di rimodulazione retroattiva degli incentivi che non sia esclusivamente basata sulla volontarietà dell’adesione per gli operatori e senza alcun tipo di penalizzazione.“Immaginare penalizzazioni per chi non dovesse aderire alla proposta di rimodulazione retroattiva degli incentivi impedendo interventi futuri sugli impianti risponderebbe peraltro a un’ottica punitiva per gli operatori e inefficiente per il sistema che vedrebbe favorire gli impianti meno produttivi a scapito di quelli più efficienti”.

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