Arriva la prima battuta d’arresto per il settore degli inverter fotovoltaici, che dal 2011 non registrava un calo così significativo. Nella seconda metà del 2013, infatti, il mercato mondiale di questo componento ha registrato vendite per 8,3 GW rispetto agli 8,7 GW raggiunti nello stesso periodo del 2012, quindi con un decremento del 5%.

È quanto emerge dall’ultimo report diffuso da IHS, società di consulenza del settore energetico, The World Market for PV Inverters – 2013 Edition. Secondo le analisi, il settore degli inverter avrebbe risentito del forte rallentamento dei principali mercati dell’energia solare. In particolare nella prima metà del 2013, il commercio di inverter in Europa, in Medio Oriente e in Africa (Paesi EMEA) è sceso di oltre il 40% rispetto alla prima metà del 2012. Per la regione EMEA, IHS ha stimato solo 6 GW di vendite nella prima metà del 2013, rispetto ai 10 dello stesso periodo dell’anno precedente.

“Il ritmo a cui gli Stati europei leader nel settore, come Italia e Germania, hanno ridotto gli shipments di inverter è stato più rapido del previsto”, dichiara Cormac Gilligan, analista senior del mercato fotovoltaico di IHS. “Alcuni di questi paesi – continua l’esperto – hanno visto la domanda di inverter crollare di circa il 70% nel 2013. Per questo i fornitori stanno cercando nuovi mercati”, conclude Gilligan.

Fuori dall’effetto domino, la Cina aumenta del 174% le vendite del secondo trimestre 2013, raggiungendo una capacità di circa 2 GW. Una crescita che continuerà ad interessare la Repubblica Popolare, ma anche il Giappone, grazie ad aziende come Sungrow, Omron, Tabuchi e TMEIC che amplieranno il proprio segmento di mercato. La concentrazione delle vendite nei mercati asiatici ‘low-cost’ sta determinando un’erosione dei prezzi degli inverter, che nel secondo trimestre 2013 sono scesi del 10% rispetto al primo trimestre dello stesso anno. In Europa le entrate dovute al segmento degli inverter sono crollate di oltre il 50% nel secondo trimestre. Paesi come Germania e Italia hanno perfino registrato un calo dei profitti di circa il 60%.

I due colossi economici dell’Estremo Oriente, insieme a Stati Uniti e India si propongono quindi come ‘meta’ ideale per i fornitori di inverter che, per sopravvivere, puntano sull’internazionalizzazione e si dirigono verso i mercati da cui proviene una maggiore domanda.

GP