Nel 2011 il Regno Unito aveva varato quello che al tempo era il primo incentivo di tipo feed-in tariff destinato alle rinnovabili termiche, cioè il primo che le premiava le installazioni in base al quantitativo di energia prodotta. Il meccanismo, che finora è stato riservato a utenze commerciali e industriali, dal 2014 verrà esteso anche ai privati: dopo diversi posticipi la decisione è stata presa durante l’estate, al termine di un lungo processo di consultazioni.

In massima sintesi, i britannici che installeranno solare termico, caldaie a biomassa o pompe di calore ad aria o con sonda geotermica, per 7 anni riceveranno riceveranno un premio per ogni kWh termico prodotto dagli impianti. Per il solare la tariffa incentivante sarà di 19,2 pence per kWh (circa 23 centesimi di euro), per le pompe di calore ad aria di 7,3p/kWh (8,6 eurocent), per quelle a sonda geotermica di 18,8p (cioè 22 cent), e per i boiler a biomassa di 12p (14 cent).

Per accedere alle tariffe si dovrà dimostrare che l’edificio soddisfa determinati requisiti minimi in quanto a prestazioni energetiche. Il calore prodotto nella maggior parte dei casi non verrà effettivamente misurato, bensì stimato tramite calcoli basati sulla scheda tecnica dei prodotti. Ci sarà comunque anche un bonus per promuovere la diffusione di sistemi per monitorare e contabilizzare realmente l’energia prodotta.

Il nuovo incentivo per i privati partirà da aprile 2014, sostituendo il Renewable Heat Premium Payment, un bonus una tantum con cui al momento si promuove l’installazione delle tecnologie in questione. Potranno accedervi gli impianti montati dopo il 2009  e le tariffe in futuro verranno ridotte gradualmente.

Tutti i dettagli del meccanismo (che deve ancora essere approvato dal Parlamento) si possono leggere nei documenti messi a disposizione dal DECC britannico.

 

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