Le piccole e medie imprese italiane hanno tempo fino al 30 settembre per accedere, presentando integrazione alla dichiarazione dei redditi, alle agevolazioni fiscali in favore dell’installazione di impianti a rinnovabili, degli interventi di efficienza energetica o ad di altri lavori ancora. Stiamo parlando dei benefici della cosiddetta “Tremonti Ambientale”, cioè la legge 23 dicembre 2000 n. 388 (in particolare art. 6, commi da 13 a 19), che fanno sì che la quota di reddito destinata a investimenti ambientali non concorra a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito (IRES/IRPEF e non  IRAP).

Misure che possono fare la differenza in un investimento: “Ad esempio su un impianto fotovoltaico il risparmio è del 15 % circa, a seconda dell’esatto calcolo dei sovracosti. Quindi su un investimento di euro 500.000 l’agevolazione probabile è di 75.000 euro”, spiegano dalla società di consulaneza EnergyINLink.

All’incentivo possono accedere solo le PMI (escluse dunque le grandi imprese), qualsiasi attività svolgano. Gli interventi agevolati sono quelli effettuati dal  primo gennaio 2012 fino al 26 giugno 2012 (a partire da quella data  lo strumento è abrogato) che siano di natura ambientale, cioè necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente (con esclusione di quelli realizzati in applicazione di specifici obblighi di legge). In linea di massima dunque sono ammissibili ammissibili anche installazioni di impianti e sistemi di autoproduzione di energia da rinnovabili oltre a tutti gli interventi di per migliorare l’efficienza energetica sia del ciclo produttivo che degli immobili aziendali.

L’importo di detassazione viene determinato con l’“approccio incrementale”, che in estrema sintesi separa la quota parte  dell’investimento realizzato al fine di ottenere migliorie ambientali dalla restante parte dell’investimento stesso, realizzata allo scopo di migliorare la produttività. Le caratteristiche tecniche dell’investimento, con riferimento da una parte alla capacità di ridurre l’impatto ambientale e dall’altra alla capacità di generare futuri risparmi di spesa, devono essere certificate da soggetti preposti a tale scopo, con la specifica menzione che gli stessi sono necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente e che non si tratta di investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge.

Per maggiori dettagli consigliamo di leggere questa nota informativa curata da EnergyINlink (pdf)

 

Segui QualEnergia.it  anche su e