Taglia-bollette alla Zanonato. Le ‘reazioni’ delle associazioni

Reazioni contrastanti dal mondo delle rinnovabili alla misura annunciata dal ministro dello Sviluppo Economico per ridurre il peso in bolletta della componente A3, che dovrebbe spalmare su più anni il pagamento degli incentivi alle rinnovabili con l'emissione di appositi bond. Gifi preoccupato, Assorinnovabili favorevole e il Comitato FREE chiede un confronto.

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La misura annunciata dal ministro dello Sviluppo Economico per ridurre il peso in bolletta della componente A3, spalmando su più anni il pagamento degli incentivi alle rinnovabili con l’emissione di appositi bond, dovrebbe concretizzarsi presto, nell’ambito del decreto DL Fare-bis. Intanto dal mondo delle rinnovabili sul provvedimento – i dettagli del quale restano ancora oscuri – arrivano commenti contrastanti.

Questa mattina abbiamo pubblicato su queste pagine l’opinione dell’analista Giuseppe Artizzu, molto critico con l’idea, che definisce “una pericolosa ipoteca sul sistema elettrico”. Anie-Gifi venerdì aveva inviato una nota in cui esprimeva “sgomento”, preoccupata che il piano di spalmare gli incentivi possa sconvolgere i business plan di chi ha investito in rinnovabili negli anni passati, e chiedeva un chiarimento.

AssoRinnovabili, l’associazione nata dalla fusione di Aper e Assosolare, al contrario si dice favorevole, dando per certo che la misura non tocchi gli interessi di chi ha investito in rinnovabili, cioè che gli incentivi vengano corrisposti nei tempi accordati e che ci si limiti a tagliare il prelievo dalle bollette tramite la cartolarizzazione. “Siamo sempre stati a favore di soluzioni intelligenti – afferma il presidente Agostino Re Rebaudengo – che riescano a contemperare il legittimo affidamento di chi ha investito in impianti rinnovabili con la competitività delle piccole e medie imprese italiane, peraltro già tartassate dalla burocrazia e da una tassazione senza eguali in Europa. Ci auguriamo che questo progetto, condiviso dal Ministro, trovi concreta realizzazione nel prossimo “DL Fare 2” annunciato per il mese di settembre e che rappresenti il momento di svolta per tornare a parlare di sviluppo e nuovi investimenti nelle rinnovabili, unica garanzia per una autonoma (dai produttori di petrolio e gas) e sostenibile (senza emissioni nocive e distruzione di risorse) politica energetica del nostro Paese.”

Molto più cauto il Coordinamento FREE, a cui aderiscono 25 associazioni attive nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili, che “apprezza e condivide l’intenzione” di ridurre il costo della bolletta elettrica, in particolare per le PMI. Ma mette in guardia dal “susseguirsi di proposte aventi tale obiettivo, fra loro difformi e talvolta discutibili”, che “mette in luce la difficoltà di prevenire a soluzioni che consentano di ridurre i costi della bolletta senza introdurre ostacoli alla ripresa economica”.

“Questa difficoltà nel trovare la “quadra” rende particolarmente opportuna una immediata consultazione, da parte del Ministro, dei rappresentanti delle categorie interessate, per un confronto sulle misure da adottare, in modo da pervenire in tempi rapidi a una soluzione il più possibile condivisa. Un confronto che il Coordinamento FREE aveva già chiesto nel luglio scorso, in coerenza con le indicazioni a favore del rafforzamento delle consultazioni con gli stakeholder nazionali, contenute nella SEN, e che il Ministro ha a più riprese dichiarato di condividere”.

Insomma, non ci pare proprio che le associazioni di settore siano sul piede di guerra per questo prossimo provvedimento del Governo.

 

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