Ancora in calo la domanda di energia elettrica nel mese di luglio. Secondo i dati mensili forniti da Terna (pdf), sebbene la richiesta sia decisamente più elevata del mese precedente (29,9 TWh contro 25,7 TWh), è in diminuzione rispetto al luglio 2012 (-3,3%, -3,6% se depurata dagli effetti di calendario e temperatura).

Resta elevato il contributo mensile delle rinnovabili elettriche che sulla produzione risultano del 40,5% e sulla domanda del 35,9% (consideriamo almeno 1 TWh da biomasse al momento inserito da Terna nel termoelettrico). Ancora in doppia cifra la quota di generazione dal fotovoltaico sulla produzione netta: 11,1%. Sulla richiesta di elettricità il fotovoltaico ha soddisfatto invece il 9,87%.

Notevole anche per questo mese il calo del contributo del termoelettrico, -14,1% rispetto al luglio 2012. Segno positivo, sempre rispetto ad un anno fa, per idroelettrico (+18,8%), fotovoltaico (+22,1%) e geotermoelettrico (+4,8%); in calo l’eolico (-18,3%).

A luglio l’energia elettrica richiesta in Italia è stata coperta per l’88,2% da produzione nazionale e per la quota restante da importazioni (saldo estero +10,3%,rispetto  a luglio 2012). La potenza massima richiesta si è registrata venerdì 26 luglio alle ore 12 ed è stata di 53.942  MW.

Dall’inizio dell’anno la domanda di energia elettrica è diminuita del 3,5% rispetto al periodo gennaio-luglio 2012 (-3,2% in termini decalendarizzati).

La quota delle fonti rinnovabili sulla produzione netta fino al 31 luglio è stata pari al 39,9%; sulla domanda si attesta al 35,4%. In notevole crescita, sul periodo gennaio-luglio 2012, la produzione idroelettrica (+34%), eolica (+25,5%) e fotovoltaica (+19,8%, quasi 3,3 TWh in più). Il FV copre finora il 7,36% della domanda e contribuisce per l’8,4% della produzione netta (vedi grafico, clicca per ingrandire).

Su base territoriale la richiesta di energia elettrica da inizio anno, vede il maggior calo, rispetto allo stesso periodo 2012, in Sardegna (-20,8%) e in Italia centrale (-7%). La domanda elettrica ha segno positivo solo in Lombardia (+2%) e nell’area Emilia Romagna e Toscana (+0,5%).