Sicilia, l’energia locale che crea reddito e occupazione

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Il mix di energie rinnovabili presenti in abbondanza in alcuni territori, come per i Comuni vicini ai Parchi naturali, può diventare una fonte di reddito per amministrazioni e imprese locali, creando occupazione. L’esperienza di successo di alcuni Comuni delle Madonie, in Sicilia, dove si è intrapresa anche un’azione informativa e formativa.

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La diffusione delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile nei Parchi naturali e nelle isole minori rappresenta una straordinaria opportunità, per motivi diversi nei due contesti, che è stata favorita nel tempo sia a livello europeo che nell’ambito italiano.

Il Ministero dell’Ambiente nel 2001 aveva predisposto due bandi volti a stimolare l’avvio di politiche virtuose in questi territori pregiati, un inizio non senza difficoltà che ha comunque consentito di analizzare i contesti, valutare le potenzialità e affrontare le diverse problematiche con specifiche soluzioni.

Nel 2008 le isole minori e i Parchi naturali hanno avuto una nuova opportunità per impegnarsi nella valorizzazione del territorio con un utilizzo intelligente delle risorse rinnovabili e avviando progetti innovativi di mobilità, grazie a un successivo bando del Ministero dell’Ambiente. In questo articolo ci occupiamo delle opportunità di intervento dei parchi, approfondendo un caso specifico di successo, che riguarda le Madonie in Sicilia.

Un primo elemento di riflessione riguarda le aree interne, caratterizzate da una rete di piccoli Comuni con un forte declino della popolazione. D’altra parte questi territori hanno a disposizione sole, vento, salti idrici, biomasse, energia in quantità decisamente eccedenti rispetto ai propri fabbisogni. Queste risorse possono innanzitutto contribuire a ridurre i consumi energetici dei Comuni, delle imprese e dei cittadini, ma possono diventare anche una fonte di reddito favorendo opportunità occupazionali ed evitando l’ulteriore spopolamento. In alcuni casi questo è già avvenuto secondo uno schema collaudato.

È il caso dell’installazione di parchi eolici che fanno affluire nelle casse comunali risorse preziose. A Caltavuturo, per esempio, una dialettica ben gestita tra Amministrazione comunale ed Enel ha consentito l’installazione di pale eoliche per 54 MW e garantisce al Comune un introito di 340.000 €/anno.

Un settore che merita un approfondimento particolare è quello delle risorse della biomassa boschiva. In questo caso, esistono ampli spazi per migliorare la cura del bosco e creare una filiera corta mediante la produzione di cippato o di pellet sempre più richiesti con la diffusione di caldaie e caminetti.

In Sicilia, l’accelerazione di una politica boschiva non solo in funzione difensiva, di protezione dagli incendi, ma volta a un intelligente utilizzo produttivo, come avviene in molti Paesi europei, appare particolarmente interessante, vista la presenza di 25.000 cittadini impiegati in modo parziale o totale come forestali. Il tema, del resto, ha anche una valenza nazionale, considerato che malgrado la superficie boschiva sia raddoppiata passando da 5,5 a 10,4 milioni di ettari della metà del secolo scorso a oggi, il prelievo di legname si è dimezzato da 14 a 8 milioni mc/a. Tutto ciò mentre il nostro Paese importa annualmente 1,7 milioni di tonnellate di pellet, cippato e legna da ardere.

Ma torniamo in Sicilia, nel Parco delle Madonie, per analizzare un caso di successo di un ente locale dove la tenacia e la lungimiranza di amministratori e tecnici hanno saputo affrontare gli inevitabili ostacoli della burocrazia, avviando un’originale esperienza. Parliamo del Comune di Petralia Sottana che ha saputo utilizzare in maniera intelligente diverse opportunità offerte da risorse nazionali per accelerare una politica volta a utilizzare le fonti rinnovabili nei propri immobili e tra i cittadini, per avviare un’azione informativa e formativa e per creare le condizioni per trasformare queste iniziative in occasione di lavoro locale.

Una prima opportunità è stata rappresentata dalla partecipazione a un bando del Ministero dell’Ambiente con una proposta articolata basata sull’installazione di impianti solari e a biomassa in strutture pubbliche, sulla creazione di un percorso didattico sfruttando una vecchia centralina idroelettrica realizzata oltre un secolo fa, sull’avvio di gruppi d’acquisto di impianti solari e a biomassa per i cittadini del Parco e, infine, iniziando un percorso di utilizzo delle risorse boschive. In particolare, sono stati realizzati due impianti fotovoltaici, uno sulla copertura della piscina comunale di potenza pari a 19,8 kWp sulla falda esposta a sud-ovest con una producibilità annua di 26 MWh e uno sul depuratore comunale, di potenza pari a 60 kWp, costituito da 257 moduli installati su un’apposita pensilina realizzata a copertura delle vasche di essiccamento dei fanghi di depurazione con una producibilità annua di 78 MWh.

Considerato che il Comune di Petralia Sottana è proprietario di circa 200 ettari di boschi da cui si possono ricavare mediamente 7.500 q/anno di residui di potatura, sono inoltre state create le condizioni per la realizzazione di una filiera corta. Il Comune si è infatti dotato dei macchinari necessari per lo svolgimento dell’attività produttiva (trattore, cippatrice mobile a tamburo, rimorchio agricolo monoasse). È stato inoltre creato un “Centro culturale sulle Energie rinnovabili e sull’Efficienza energetica”, recuperando e valorizzando una storica centrale idroelettrica costruita nel 1908, adibendola a centro didattico-turistico. Sono stati installati un impianto microeolico, un impianto fotovoltaico, un sistema di solare termico e un impianto di illuminazione esterna a Led alimentato da batterie.

Un’altra occasione è stata colta partecipando a un bando del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2010 (Programma operativo interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013”). L’ottenimento di queste risorse ha consentito di sostituire vecchie caldaie a gasolio con caldaie a cippato ad alta efficienza per la piscina comunale (800 kW) e per la palestra comunale (500 kW). L’azione del Comune non si è limitata alle proprie strutture. Sono stati attivati, con la collaborazione di Legambiente, gruppi d’acquisto per favorire la diffusione delle rinnovabili anche tra i cittadini dei Comuni del Parco delle Madonie.

Al termine delle verifiche tecniche sono stati installati 30 impianti (7 caldaie a biomasse per complessivi 375 kW, 18 impianti fotovoltaici per complessivi 54 kWp e 5 impianti di solare termico). Un risultato ancora limitato, che si può considerare come l’inizio di una fase di sensibilizzazione e attivazione dei territori.

Va infatti messo in evidenza il fatto che molti Comuni del Parco delle Madonie hanno aderito al Patto dei Sindaci. Alcuni hanno autonomamente elaborato Piani energetici, altri hanno iniziato il percorso dei Paes e si è avviata un’iniziativa per aggregare i piccoli Comuni in un percorso comune di elaborazione di proposte energetiche.

Oltre a stimolare un miglioramento dell’efficienza energetica, la diffusione delle rinnovabili nelle strutture comunali, e l’introduzione di  sistemi di illuminazione a Led, questi programmi mirano a svolgere un’azione di informazione e coinvolgimento delle imprese del Parco e più in generale dei cittadini affinché si estendano gli interventi su efficienza, rinnovabili e mobilità sostenibile con vantaggi ambientali, riduzione dei costi energetici e creazione di occupazione.

L’articolo è stato pubblicato sul n.3/2013 della rivista bimestrale QualEnergia, con il titolo “Energia dalle Madonie” (pdf)

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