Fori pedonali: la nuova mobilità urbana richiede coraggio

  • 2 Agosto 2013

La crisi della motorizzazione è il segnale di un cambiamento. Lo dimostra anche la proposta di chiudere al traffico privato via dei Fori Imperiali. Si va verso una nuova mobilità urbana, che punta a creare disaffezione all’auto, potenziamento dei mezzi pubblici e isole pedonali per valorizzare i centri storici. Silvestrini a Ecoradio.

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Ascolta audio (mp3 – durata 4’20’’)

La mobilità urbana sta vivendo una fase di cambiamento: la crisi della motorizzazione che si sta vedendo anche nel nostro Paese e che ha registrato, negli ultimi cinque anni il 20% in meno delle patenti di guida e che solo a Roma, lo scorso anno, ha visto il 4% in meno di automobili in circolazione, rappresenta il segnale di un cambiamento.

Lo dimostra una proposta del sindaco di Roma, Ignazio Marino, di chiudere al traffico i Fori Imperiali.
Si tratta di segnali che portano a una nuova mobilità urbana, con una spinta a creare disaffezione all’auto, il potenziamento dei mezzi pubblici e le isole pedonali studiate ad hoc che restituiscano un’immagine diversa dei centri urbani.

Una risposta alla crisi della motorizzazione c’è e si trova nelle nuove soluzioni di mobilità, come per esempio il car sharing, che portano allo sviluppo di sistemi più leggeri, con una conseguente creazione di occupazione. Serve coraggio e ciò che più conta quando si effettuano queste scelte è, ancor prima della disponibilità di risorse economiche, la volontà politica. Volontà che spesso manca o che frequentemente si fa intimorire dalle possibili reazioni dei cittadini che, se governate, portano a risultati positivi anche dal punto di vista del consenso pubblico.

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