Vale la pena pulire i moduli fotovoltaici per massimizzarne la produzione? Stando ai risultati di uno studio condotto alla University of California a San Diego, no o almeno non sempre.

Gli autori della ricerca – probabilmente la più ampia mai condotta finora su come lo sporco sui moduli ne degradi la produttività –   hanno rilevato come pannelli FV sui quali non è piovuto e che non sono stati lavato per 145 giorni di seguito durante la siccità estiva californiana abbiano perso in media solo il 7,4% della loro efficienza. Di media una perdita di efficienza dello 0,05% al giorno, minore l’angolo cui sono montati i moduli, maggiore la perdita: lo sporco si accumula di più sui pannelli piani. Per un impianto residenziale da 5 kW, è il loro calcolo, questo si tradurrebbe in una perdita di circa 20 dollari di produzione elettrica in due mesi e mezzo.

Per impianti più grandi ovviamente le perdite sono maggiori ma, secondo gli ingegneri della University of California, raramente tali da giustificare il costo della pulizia. “Non si avrebbe ritorno economico nel pagare qualcuno per lavare l’impianto sul tetto”, sintetizza Jan Keissl, il docente di ingegneria meccanica e aereospaziale che ha coordinato la ricerca.

Solo in casi particolari, si è rilevato, le prestazioni calano tanto da giustificare interventi di pulizia: se l’impianto viene sporcato con guano, o se è situato sottovento a fonti di particolato come autostrade, fabbriche o campi coltivati.

Lo studio ha preso in considerazione l’output di 186 impianti residenziali e commerciali in California nel 2010. Si sono comparate le prestazioni ottenute nei periodi in cui è piovuto con quelle avute durante la siccità estiva di 145 giorni (ovviamente al netto della diversa irradiazione solare). I risultati venendo dalla California – che ha un inquinamento atmosferico relativamente alto e una piovosità scarsa – sono senz’altro validi per aree meno inquinate e in cui piove di più, come l’Italia.

Attenzione però: la ricerca si concentra su sistemi di dimensioni relativamente piccole, con l’aumentare della potenza installata, ad esempio in grandi parchi a terra, grazie alle economie di scala, i conti cambiano certamente.

Abbiamo pubblicato qui l’articolo in inglese fornito dalla University of California San Diego

Qui lo studio.

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