Tutto il mondo è paese: negli Usa le utility contro il fotovoltaico su tetto

Anche in Arizona l'utility locale si muove per riformare il net-metering e frenare il fotovoltaico residenziale su tetto. Le aziende elettriche Usa sono in piena guerra contro la generazione distribuita che, favorita dalle politiche di 'scambio sul posto', si sta diffondendo sempre di più e mette a rischio il modello di business adottato finora.

ADV
image_pdfimage_print

Negli Usa continua ad infuriare la guerra delle utility contro le politiche di net-metering – paragonabili al nostro scambio sul posto – che favoriscono la diffusione del fotovoltaico su tetto.

Ultimo episodio il 12 luglio scorso, quando in Arizona l’utility locale Arizona Public Service Co. ha chiesto al regolatore pubblico di cambiare le regole sul net metering per i propri clienti residenziali: chi vorrà scambiare con la rete l’energia del proprio impianto fotovoltaico su tetto – è la proposta di APS – potrà scegliere tra pagare una tariffa elettrica maggiorata oppure cedere l’energia del proprio impianto FV dietro un compenso basato sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità: 0,04 dollari a kWh.

Richieste analoghe, come abbiamo raccontato, stanno arrivando da diverse utility, negli Usa, come in Australia – dove si è sorpassato il milione di tetti fotovoltaici – mentre qualcosa di simile sta succedendo anche da noi, con l’Autorità per l’Energia che vorrebbe far pagare gli oneri di sistema anche sull’energia autoconsumata e riformare lo scambio sul posto in modo da renderlo meno conveniente.

La motivazione addotta dalle utility per depotenziare il net metering – che poi è la stessa portata dalla nostra Aeeg – è che autoconsumando o utilizzando la rete come una sorta di batteria virtuale, chi ha l’impianto FV sul tetto scarica i costi fissi del sistema elettrico su chi non ce l’ha.

Quanto l’argomento sia fragile lo dimostrano diversi studi come quello sul caso della California, la stima fatta da Tom Beach di Crossborder Energ (studio allegato in basso). Beach calcola che i benefici del solare distribuito per il sistema elettrico superano i costi aggiuntivi per gli utenti delle politiche di net-metering per un valore di 92 milioni l’anno. La generazione distribuita, infatti, evita costi di produzione da fossili, di realizzazione di nuovi impianti, di potenziamento della rete e così via. Compensando così ampiamente l’aggravio in bolletta per i consumatori che non hanno il fotovoltaico.

Anche tenendo conto di questi dati, il regolatore pubblico californiano, la California Utility Commission, a fine maggio ha decretato di mantenere in vita il net-metering, che le utility avrebbero invece voluto stralciare. Un risultato notevole se si considera che il net-metering californiano è molto più attraente del nostro scambio sul posto, dato che paga l’energia del fotovoltaico allo stesso prezzo cui il consumatore l’acquista dalla rete.

La motivazione vera della guerra delle utility al solare distribuito non è minimizzare i costi per il sistema elettrico o per chi non può farsi l’impianto fotovoltaico. E’ difendere i propri profitti. Sta scritto nero su bianco in un recente report pubblicato dall’Edison Electric Institute, think tank legato alle utility Usa. Fotovoltaico e accumuli, assieme all’efficienza energetica – vi si legge – potrebberomettere in pericolo il modello della utility centralizzata”. La riduzione della domanda dalla rete che ne potrebbe conseguire potrebbe portare a un crollo dei prezzi e, “se una rimodulazione delle tariffe potrebbe mitigare le perdite, la minaccia più a lungo termine di consumatori che abbandonino completamente la rete, o la usino solo come back-up, ha il potenziale di causare danni irreparabili a profitti e prospettive di crescita”.

Se guardiamo ai numeri scopriamo che le aziende elettriche Usa fanno bene a iniziare a preoccuparsi. Con politiche di net-metering attive in 43 Stati, tra il 2011 e il 2012 nel paese i nuovi impianti fotovoltaici su tetto che godono di questi regimi sono aumentati del 46%; ora sono circa 302mila, per 3,5 GW di potenza, dice un report di SEPA, associazione americana del solare, che fa il punto della situazione.

Lo studio sul rapporto costi-benefici del net metering in California (pdf)

Il report SEPA che fa il punto della situazione (pdf)

 

Segui QualEnergia.it  anche su e

ADV
×
0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna agli abbonamenti