Oltre un terzo (35%) della potenza elettrica da rinnovabili operativa in Germania nel 2012 è di proprietà di singoli individui. Inolte, l’11% appartiene ad aziende agricole (impianti FV a terra e turbine eoliche), mentre il 14% è da considerarsi di proprietà dei sviluppatori di progetti (project planners). Questa può definirsi generazione distribuita degli impianti a fonti rinnovabili, soprattutto se consideriamo che le quattro grandi compagnie energetiche (EnBW, E.ON, RWE, e Vattenfall), che producono il 75% dell’energia elettrica del paese, hanno una potenza elettrica da rinnovabili pari solo al 5% (vedi grafico).

Quote minori sono poi delle municipalizzate locali e regionali (7%), dei fondi e delle banche (13%) e del settore terziario e industriale (14%). Se si considera poi che la quasi totalità della quota di impianti appartenente al sistema bancario fa parte del portafoglio fondi degli istituti di credito che viene venduto ai singoli investitori, si può ritenere allora come almeno il 60% dell’energia rinnovabile tedesca sia da catalogare come generazione distribuita. Questi sono i dati forniti dalla AEE, organizzazione tedesca delle rinnovabili.

Un articolo di Greentechsolar mette a confronto la realtà statunitense con quella tedesca. Secondo un rapporto di GTM Research – SEIA (Solar Energy Industries Association), negli USA nel 2012 sono stati realizzati 488 MW di impianti fotovoltaici residenziali, 1.043 MW non residenziali  e 1.781 MW impianti a scala di utility (grandi impianti). Anche supponendo che tutti gli impianti FV non residenziali siano distribuiti, si potrebbe valutare che solo il 46% della potenza solare statunitense sia ‘distribuita’, anche se molta di questa è e resterà per molto tempo di proprietà delle banche. Una percentuale che si riduce ulteriormente se si aggiungono i nuovi 13 GW eolici installati nel 2012.

Questa differenza con la Germania è segnata dal fatto il quadro normativo e di incentivi tedesco semplifica per i singoli investitori la realizzazione del proprio impianto, una sorta di democratizzazione dell’energia che non si è ancora vista negli USA. Negli States una feed-in tariff sul modello tedesco non può essere recepita a livello federale, ma eventualmente potrebbe essere applicabile su scala statale, quando gli incentivi fiscali federali su investimenti e produzione andranno a scadere.

Segui QualEnergia.it  anche su e