Global Solar Summit, il fotovoltaico mondiale si guarda allo specchio

Nuovi mercati in ascesa e previsioni di crescita per il 2013 e 2014. La stabilizzazione dei prezzi, ma l'industria in perdita è ancora afflitta da overcapacity. Le dispute commerciali e la non facile integrazione nel mercato elettrico. Al Global Solar Summit, nell'ambito di Solarexpo, il mondo del fotovoltaico fa il punto della situazione.

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Un baricentro che dall’Europa si è ormai spostato in mercati emergenti come quelli asiatici, una frenata nel crollo dei prezzi che promette di dare un po’ di respiro a un’industria che però rimane afflitta da una ampia overcapacity e sta lavorando sostanzialmente in perdita. Sullo sfondo la disputa commerciale tra UE e Cina e, in alcuni paesi, le sfide che il solare pone a quei sistemi elettrici in cui ha ormai un ruolo da protagonista. E’ questo il panorama descritto ai circa 200 partecipanti del Global Solar Summit, l’evento di punta sul mercato mondiale del fotovoltaico partito questa mattina a Solarexpo/The Innovation Cloud alla Fiera di Milano.

Se il mercato in Italia e in Europa il 2013, complice il taglio agli incentivi, come quello vissuto da noi, ha visto una brusca frenata delle installazioni, su scala mondiale si valuta che l’anno in corso sarà migliore del 2012. Il merito sarà della spinta dei mercati emergenti come Cina, Giappone, Usa. Ci si aspettano per nuove installazioni per oltre 36 GW, contro i circa 30,6 GW del 2012. Per il 2014 il mercato dovrebbe superare i 46 GW e per l’anno successivo andare oltre i 53 GW: Questa è la previsione di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) illustrata al summit dall’analista Jenny Chase.

A incidere, come detto (e come si vede dal grafico qui sotto) saranno sempre di più i mercati “nuovi”, mentre l’Europa avrà una quota sempre meno importante, dopo aver avuto in questi anni un ruolo da apristrada. “Senza gli investimenti fatti dalla Germania negli anni scorsi non saremo qui a parlare di fotovoltaico”, ha infatti sottolineato Reinhold Buttgereit, presidente dell’EPIA, l’associazione di settore europea.

La Cina, come sappiamo, già dalla fine del 2012 è il più grande mercato fotovoltaico mondiale. Nel 2012 ha installato 4,5 GW e nell’anno in corso ne installerà 10, ha dichiarato il segretario generale per il FV della Camerca di commercio cinese, Guangbin Sun. D’altra parte, come ha mostrato Chase, grazie agli incentivi cinesi in alcune province del paese gli investimenti in FV hanno IRR dell’11-12% e rientrano in poco più di 6 anni. L’obiettivo nazionale sul fotovoltaico per il 2015, inizialmente di 10 GW, poi innalzato a 21, è stato di recente portato a 35 GW, ha ricordato Sun, parlando di un mercato aperto anche ad attori stranieri (per i quali sappiamo non è però facilissimo inserirsi in Cina).

Altro astro nascente del FV mondiale, il Giappone, che solo nell’ultimo trimestre del 2012 ha installato 1 GW di potenza. Il recente taglio del 10% delle tariffe, che ricordiamo sono tra le più generose al mondo, non dovrebbe frenare il boom solare che è seguito al disastro di Fukushima. Bloomberg prevede per l’anno in corso un mercato con volumi impressionanti: da 6,1 a 9,4 GW.

In ascesa anche il mercato Usa, di cui ha parlato al summit Rhone Resh, presidente di SEIA, l’associazione statunitense del FV. Nel 2012 il solare negli States è cresciuto del 76% con nuove installazioni per 3,3 GW, l’ultimo trimestre dell’anno con 1,3 GW di nuova potenza ha fatto segnare un record e per il 2013 SEIA prevede un mercato da 4,2 GW.

Che ne sarà invece dei mercati maturi ma in declino come quello tedesco? “Fino ad ora la Germania ci ha sempre spiazzato installando più di quanto prevedevamo tenendo conto dei tagli alle tariffe”, commenta Chase. Confortante è il fatto che, con i prezzi del FV crollati e quelli dell’elettricità dalla rete in aumento, per gli utenti residenziali tedeschi la grid parity in autoconsumo è già stata raggiunta.

Dunque, a livello mondiale la domanda tiene e c’è un parziale riequilibrio con l’offerta: dai primi mesi del 2013, dopo un lungo periodo di caduta libera, i prezzi di tutti i componenti del FV si sono stabilizzati e hanno ricominciato a crescere leggermente. La previsione è che il costo degli impianti nei prossimi due anni resti sostanzialmente stabile, scendendo in misura quasi impercettibile se confrontata all’evoluzione degli ultimi due anni.

Anche se l’eccesso di offerta resta grande, l’industria potrebbe dunque avere un po’ di respiro. E quanto ne abbia bisogno lo mostrano bene i grafici illustrati al summit: a fine 2012 solo una manciata di aziende era in attivo, mentre la stragrande maggioranza sta operando in perdita ed è a rischio bancarotta.

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