Scrivi

Per Assocarboni nel mix elettrico italiano c’è ancora troppo poco carbone

  • 22 Marzo 2013

Per Assocarboni in Europa la produzione di energia elettrica con il carbone è pari al 33%, ma il rammarico dell’associazione e che in Italia questa quota nel mix energetico “è ancora troppo limitata”: solo per il 12%, contro il 33% dell'UE.

ADV
image_pdfimage_print

Assocarboni spera che la quota di carbone in Italia possa raggiungere quella di altri paesi industrializzati, quali Germania e Regno Unito. “Mentre in tutta Europa vi è un forte ritorno al carbone, l’Italia continua a contraddistinguersi con un mix energetico anomalo e sbilanciato sulle fonti più costose, gas e rinnovabili”, ha detto oggi oggi a Roma da Andrea Clavarino, presidente di Assocarboni, nel corso del convegno ‘Strategia energetica nazionale e competitività del sistema elettrico italiano’. Clavarino ha aggiunto che “la prima priorità del prossimo Governo deve essere quella di dare nuova competitività al nostro sistema elettrico quale leva per tornare a crescere, riallineando il nostro mix energetico a quello europeo che per il 60% va a carbone e nucleare”.

Ora da dove si deduca questo dato sul ritorno del carbone in Europa non ci è dato sapere. Abbiamo infatti pubblicato di recente la situazione della nuova potenza installata nell’Unione Europa e abbiamo notato come dal 2000 al 2012 il saldo per le centrali alimentate a carbone sia addirittura negativo: -12,7 GW.

Per Assocarboni in Europa la produzione di energia elettrica con carbone è pari al 33%, ma il rammarico dell’associazione e che in Italia questa quota nel mix energetico sia “ancora troppo limitata”, essendo – dice la nota – solo per il 12%, con le inevitabili ricadute in termini di elevati rischi per la sicurezza energetica e di costi elevati in bolletta”.

Non una parola sulle emergenze sanitarie legate all’uso del carbone e agli effetti delle elevate emissioni di questa fonte sul clima, come neppure un accenno sul fatto che la potenza elettrica attualmente presente in Italia vada ben oltre il fabbisogno del paese.

Tornando ai dati forniti da Assocarboni, nel comunicato si dice che “nel 2012 la domanda mondiale di carbone è aumentata del 5% rispetto al 2011 attestandosi ad oltre 7,1 miliardi di tonnellate”. Negli ultimi dieci anni, “la domanda mondiale è aumentata di circa il 55%, una crescita superiore a qualsiasi altra fonte di energia, comprese le rinnovabili”. Ovviamente è la Cina il maggiore produttore, con 3,7 miliardi di tonnellate, e anche il primo consumatore, con importazioni che hanno raggiunto 230 milioni di tonnellate (+27% rispetto al 2011). Le esportazioni dalla Cina stanno invece segnando un rapido declino a causa del forte consumo interno: -36,7% rispetto allo scorso anno.

ADV
×