L’Europa potrebbe utilizzare il 38% di energia in meno nel 2030 (rispetto al livello del 2005) e produrre oltre il 40% di quella restante con le fonti rinnovabili. E’ quanto spiega il Wwf in un rapporto in cui si dimostra che il vecchio continente potrebbe dimezzare le emissioni di CO2 in confronto al 1990 e risparmiare almeno 573 miliardi di euro grazie alle minori importazioni di combustibili fossili.

Nello studio “Putting the Eu on track for 100% renewable energy (pdf)“, l’associazione ambientalista, forte della sua analisi, rivolge un appello a Bruxelles affinché nella discussione comunitaria degli obiettivi sul clima per il 2030 si punti con decisione verso un futuro 100% rinnovabile.

Efficienza energetica e fonti pulite, secondo il Wwf, sono fondamentali anche per uscire dalla crisi economica e far ripartire investimenti degli Stati membri soprattutto nella green economy.

“Dobbiamo decidere ora come il sistema energetico si svilupperà dopo il 2020 – ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf – Il nostro nuovo rapporto mostra chiaramente che l’Ue ha un potenziale non sfruttato per ridurre l’uso di energia”.

L’efficienza è al centro delle misure proposte dal Wwf. Per esempio, una fiscalità taglia emissioni, calcolando l’Imu sulla classe energetica dell’abitazione e il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti. Inoltre, sostituendo l’Iva sui prodotti con l’imposta di carbonio emesso (Ice), una tassa sulla quantità di CO2 rilasciata nel ciclo di vita (impiego di materie prime, produzione, confezionamento, trasporto e così via).

Guardando i numeri del rapporto preparato dalla società di consulenza Ecofys, si scopre che l’industria europea potrebbe consumare il 31% di energia in meno entro il 2030, seguita dalle abitazioni (-26%) e dai trasporti (-11%). Obiettivi conseguibili con un mix di soluzioni, come per esempio: applicare le migliori tecnologie esistenti agli stabilimenti industriali, diffondere i veicoli elettrici e ibridi, riqualificare gli edifici con sistemi di cogenerazione, pompe di calore e solare termico.

Passando alla produzione di energia, Ecofys stima che le rinnovabili forniranno il 65% dell’elettricità europea nel 2030, il 35% del calore e il 29% dei carburanti. Quest’ultimo punto è controverso, perché l’Europa continua a contare i biocombustibili come “neutrali” quanto a emissioni nocive, anche se quelli di prima generazione, ricavati dalle colture alimentari, mostrano un bilancio negativo dal momento che emettono più CO2 di quella evitata.