Germania, senza nucleare è boom di esportazioni, grazie a rinnovabili e carbone

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Nella Germania orfana del nucleare le esportazioni di elettricità non sono mai state tanto alte: quadruplicate nel 2012 rispetto all'anno precedente, fino a 23 TWh. Cresce la produzione da rinnovabili arrivata quasi al 22%, continua il boom del fotovoltaico arrivato al 4,6% della produzione. Crollano gas e nucleare, mentre aumentano carbone e lignite.

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La Germania orfana del nucleare non è affatto più dipendente dall’estero per l’energia, anzi, grazie anche alle rinnovabili in forte crescita, le esportazioni di elettricità non sono mai state tanto alte: quadruplicate nel 2012 salendo a 23 TWh.

I dati vengono da un recente comunicato dell’associazione delle utility Bdew. I mutamenti del merit order europeo, vi si spiega, hanno messo fuori mercato la produzione delle centrali a gas olandesi, che è stata rimpiazzata da quella, molto più economica, degli impianti da rinnovabili e a carbone tedeschi.

Lo stesso comunicato fornisce i dati preliminari sui consumi tedeschi, calati dell’1,4% mentre la generazione elettrica è salita dell’1,3%.

Le rinnovabili hanno contribuito al 21,9% della generazione mentre nel 2011 erano al 20,3%, notevole la prestazione del fotovoltaico salito dal 3,2 al 4,6% della produzione.

Il nucleare è al 16%, oltre 11 punti in meno dal 17,7% dell’anno prima. Carbone e lignite la fanno ancora da padroni, il primo salito dal 18,5 al 19,1% del mix elettrico, la seconda dal 24,6% al 25,6%. Crolla la produzione da gas, come nel nostro Paese, messa in crisi dalla concorrenza a prezzo marginale zero delle rinnovabili nel picco di domanda diurno: dal 13,6 all’11,3%.

 

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