Nel 2012 la domanda di energia elettrica è diminuita del 2,8% rispetto al 2011. È stata pari al 325,2 TWh contro i 334,6 dell’anno precedente. Se poi vediamo il dato in termini decalendarizzati (il 2012 ha avuto un giorno in più), la variazione è di -3,1%. A livello territoriale, al Nord la variazione è stata del -2,5%, al Centro -3,1% e al Sud -6,1%. Insomma questo è in ordine il terzo anno più basso in termini di consumi elettrici in 10 anni. È quanto si desume dall’ultimo rapporto mensile di Terna, dal quale si può ottenere un quadro della produzione e dei consumi elettrici su base annuale.

Le uniche fonti energetiche che vedono aumentare la propria produzione sono il fotovoltaico e l’eolico. Il fotovoltaico con 18,3 TWh aumenta del 71,8% rispetto al 2011. Pensiamo solo che nel 2010 la produzione da solare fotovoltaico era stata appena di 1,9 TWh e nel 2009 di 0,7 TWh. Quindi in 4 anni l’aumento è stato del 2.600%.

L’eolico con 13,1 TWh registra un incremento della produzione del 34,2%. Insieme (31,4 TWh) le due fonti rappresentano l’11% sulla produzione elettrica netta totale. Sulla domanda dell’anno la loro quota è invece del 9,6%.

In calo la produzione idroelettrica (-8,2) e geotermoelettrica (-1,4). Significativa la diminuzione della produzione termoelettrica del 6,3%, che passa da 218,5 TWh del 2011 a 204,8  TWhdell’anno appena trascorso.

Le importazione di elettricità (45,4 TWh) diminuiscono del 4,5% rispetto al 2011 e oggi rappresentano circa il 14% della domanda di energia elettrica. Crescono le esportazione del 27,6% arrivando in tutto a 2,3 TWh. Nel grafico la struttura in percentuale della produzione di energia elettrica per l’Italia nel 2012.