Svanisce la speranza di un Governo ‘green’?

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Mentre Monti si chiede cosa intenda fare il Pd su energia e infrastrutture, Bersani sembra venirgli incontro avallando l'ipotesi di fare dell'Italia un hub del gas e di estrarre petrolio dal nostro territorio. Un pessimo segnale per coloro che speravano in un taglio con il passato, peggiorato dall'esclusione dalle liste di alcuni rappresentativi EcoDem.

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“Aumentiamo pure la produzione interna, sia di gas che di petrolio, facciamo questo hub del gas, facciamo delle rinnovabili che costino meno, se possibile, in termini di carico sulla bolletta”. Lo ha detto ieri Pier Luigi Bersani, segretario Pd e candidato premier per il centrosinistra, intervistato a Sky Tg24.

Ma vediamo se questa dichiarazione fa il paio con quanto ha detto Mario Monti: “È importante capire cosa il Pd intenda fare per esempio su infrastrutture, energia, Tav”. Qualcuno ci vede la connessione?

Insomma, un cantiere aperto per una possibile e quasi certa alleanza Pd-Sel-Psi, da un parte, e centristi montiani dall’altra. Lungi da noi impelagarci in chiacchiere da bar sulle noiose strategie dei partiti, ma a vederla con gli occhi di chi spera in un cambiamento radicale nelle politiche energetiche e industriali di questo Paese orientate verso la green economy, non si può che restare delusi. A meno che qualcuno non pensi ingenuamente che questa intesa possa portare i suddetti gruppi politici, illuminati sulla via di Damasco, a puntare, con una manovra a 180 gradi, su una strategia per la transizione energetica o per la riconversione del sistema industriale in salsa verde.

La priorità appare chiara: assecondare le lobby del settore energetico, le grandi opere e i poteri economici che gestiscono il settore infrastrutturale. Stanno parlando a loro?

Del milione e passa di piccoli imprenditori che lavorano nei settori green dell’economia pare interessi a pochi. Il Governo Monti è passato come un caterpillar su questi operatori distribuiti in migliaia di aziende, capaci di indicare anche un cambio di rotta della nostra malmessa economia.

Ma nessuna agenda o agendina dei partiti ‘classici’ mette al centro l’ambiente, l’ecologia, le rinnovabili e l’efficienza energetica. Resta un orpello infilato in qualche punto del programma, perché un po’ di verde ci vuole sempre. L’esperienza accumulata ci fa ricordare però che sia i programmi scritti sia quelli annunciati, reclamizzati in campagna elettorale, lasciano il tempo che trovano. Allora meglio guardare i fatti, quelli sull’energia pulita.

Dell’attuale Governo abbiamo detto e scritto ciò che è stato fatto. Il ministro Passera ci racconta ora di “aver riordinato gli incentivi, esagerati”, e di esserne orgoglioso, ma evita di dire del gravissimo danno arrecato dalla sua azione al settore, mentre si sarebbe potuto ottenere un atterraggio morbido puntando su semplificazioni e liberalizzazioni. Sul precedente Governo ‘nuclearista’ meglio stendere un velo pietoso. Il Pd, dal canto suo, ha preferito svuotare la componente ambientalista nelle sue liste, in particolare Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, preferendo, per dire solo un nome, il giornalista Mucchetti, conosciuto dal settore fotovoltaico come un accanito sostenitore dell’inutilità di questa tecnologia. Sarà un caso?

Il presidente nazionale Ecologisti Democratici (EcoDem), Fabrizio Vigni, piuttosto vicino a Bersani, sconcertato per l’esclusione dei due senatori ha dichiarato: “È stato un grave errore escludere Ferrante e Della Seta, perché essi non sono solo, per la loro storia, due figure di rilievo dell’ambientalismo italiano, ma anche due parlamentari che in questi anni hanno svolto un lavoro prezioso per affermare le ragioni dell’ambiente e della green economy”. E aggiunge: “l’esclusione di Della Seta e Ferrante dalle liste è una ferita profonda all’anima ecologista del partito, ma prima ancora una decisione che danneggia il Partito Democratico”.

Condivido. E pare condividano centinaia di addetti ai lavori (e mica tutti elettori del Pd!) che in questi giorni hanno espresso un forte rammarico per questa esclusione. Quanti voti perderà il Pd per questa scelta? Si accettano scommesse.

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