Come ha scritto qualche giorno fa Valerio Gualerzi di Repubblica sul suo blog, il Governo tedesco ha deciso di velocizzare i tempi per la costruzione di nuovi collegamenti nella rete elettrica per circa 3.000 km. Un passo importante per un Paese che ha un obiettivo chiaro al 2050. Lo chiamano “Energiewende”, che può essere tradotto all’italiana in “transizione energetica” verso le rinnovabili e l’efficienza. È una strategia e un obiettivo fatto proprio dal Governo (peraltro di centrodestra), considerato la chiave del sistema energetico futuro, che il Paese ha intrapreso nell’estate 2011 abbandonando il nucleare e puntando a soddisfare con le fonti rinnovabili almeno l’80% del fabbisogno elettrico entro il 2050. Energie pulite e sistemi di accumulo già nel 2025, con 220 miliardi di fatturato, saranno il comparto più importante della green economy tedesca.

Il problema da risolvere ora è l’utilizzo della crescente produzione elettrica non programmabile: eolico offshore del  Mare del Nord e oltre un milione di piccoli impianti solari. Quindi per non rischiare la perdita della produzione di energia pulita, come a volte è capitato e capita in Italia, i pragmatici e previdenti tedeschi puntano a completare e a potenziare la rete di trasmissione elettrica del Paese in 4 anni, invece che in 10 anni come era stato pianificato. L’investimento stimato è di 10 miliardi di euro.

Sul fronte del fotovoltaico intanto, così come avevano preannunciato negli scorsi mesi, le statistiche dell’operatore di rete tedesco Bundesnetzagentur ci dicono che le installazioni a fine novembre 2012 in Germania sono state pari a una potenza di 7,27 GW che portano il totale fotovoltaico a oltre 32 GW (in Italia abbiamo circa la metà della potenza FV e con un esborso in proporzione maggiore).

Stimando una media delle installazione degli ultimi mesi è possibile pensare ad almeno altri 600 MW per dicembre. Quindi è certo un nuovo record annuale visto che in Germania la nuova potenza fotovoltaica nel 2010 era stata di 7,4 GW e nel 2011 di 7,5 GW. Secondo l’attuale schema legislativo tedesco le tariffe incentivanti saranno modificate, o eventualmente azzerate, quando si arriverà a una potenza totale di 52 GW.

Un Paese che guarda al cambiamento, anche sapendo che nel frattempo potranno esserci numerosi ripensamenti sulle modalità per raggiungere quell’obiettivo condiviso, ma è chiaro per tutto il sistema produttivo e imprenditoriale legato al settore dell’energia qual è e sarà la tendenza dei prossimi anni, un fattore decisivo per chi vuole investire e con un probabile vantaggio competitivo dell’industria tedesca del settore.

Da noi mentre la Tv si trastulla con il teatrino della politica e con il suo evento più glamour, la campagna elettorale, in un turbinio di incroci e alleanze, tutte assolutamente povere di contenuti e di visione, il telegiornale principale della Zdf, la Tv statale tedesca, apre in prima serata con un servizio sui benefici dell’efficienza energetica in edilizia. Continuiamo così…facciamoci del male.