Decreto rinnovabili termiche e pompe di calore, il parere del Co.Aer

  • 19 Dicembre 2012

Conto energia termico: la remunerabilità dei sistemi a pompa di calore non corrisponde al 40% dichiarato nella bozza del decreto. Per il Co.Aer è invece del 10-15%: "sono necessarie modifiche migliorative".

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Le pompe di calore a ciclo annuale operano nel settore del riscaldamento, del raffrescamento e della produzione di acqua calda sanitaria e contribuiscono sia al miglioramento dell’efficienza energetica sia allo sviluppo delle energie rinnovabili; rientrano quindi a tutti gli effetti nelle priorità d’azione previste dalla Strategia energetica nazionale (SEN), della quale il Conto Energia Termico dovrebbe essere una delle misure portanti per lo sviluppo delle rinnovabili.

“Il Conto Energia Termico, come è stato proposto, è di scarsissima efficacia e non può favorire quello sviluppo del mercato ampiamente auspicato nella SEN. La sua remunerabilità rispetto all’investimento non è, infatti, il dichiarato circa 40% dell’investimento, ma molto meno.” È questo il parere del Co.Aer, l’Associazione costruttori apparecchiature e impianti aeraulici, dopo aver esaminato con attenzione lo schema del decreto ministeriale destinato a regolamentare gli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Benché nel decreto si parli di incentivo sull’investimento, in realtà per le pompe di calore l’incentivo è calcolato sulla quantità di energia rinnovabile prodotta dall’impianto durante la stagione invernale e risulta variabile in funzione della zona climatica di installazione. “Dalle simulazioni che abbiamo effettuato – commenta Giampiero Colli, Segretario Co.Aer – risulta per esempio che, per le operazioni di sostituzione dell’impianto termico esistente con un impianto a pompa di calore, la remunerabilità è solo del 15-20% per le pompe di calore fonte aria e addirittura inferiore al 10% per quelle fonte acqua nella zona climatica E (Milano, Torino, Venezia, Bologna) e la situazione peggiora ulteriormente per le zone climatiche A-D.”

Un altro dubbio espresso dal Co.Aer riguarda l’esiguità dei fondi messi a disposizione ogni anno per l’incentivazione delle rinnovabili termiche: 700 milioni di euro per i soggetti privati e 200 per le pubbliche amministrazioni. “Come associazione che rappresenta i costruttori di sistemi a pompa di calore – conclude Colli – intendiamo mettere in atto tutte le iniziative possibili per apportare le necessarie modifiche alla bozza del decreto, in modo che il Conto Energia Termico diventi uno strumento veramente efficace in grado di sviluppare il settore delle pompe di calore, con una ricaduta positiva sulla nostra economia.”

Al fine di eliminare gli ostacoli alla diffusione degli impianti di climatizzazione invernale utilizzanti pompe di calore elettriche, in particolare nel settore domestico, favorire gli obiettivi del Conto Energia Termico e ridurre le emissioni di inquinanti dai centri urbani, il Co.Aer ribadisce la necessità di agire al più presto anche sulla tariffa elettrica, prevedendone una specifica, non gravata da oneri impropri, che agisca sui costi di funzionamento, riducendoli, e che possa compensare, in tutto o in parte, l’incentivazione gravante sulla fiscalità generale.

(da comunicato Co. Aer)

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