Fotovoltaico a concentrazione, in futuro sempre più conveniente

Tra quattro anni il fotovoltaico a concentrazione (CPV) sarà più conveniente di quello convenzionale, stando all'ultimo report di IMS Research su questa tecnologia. Il costo dei sistemi diminuirà del 16% l'anno da qui al 2016 e l'efficienza migliorerà. Per quell'anno si prevede un mercato da 1,6 GW l'anno contro i 90 MW attuali.

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Tra quattro anni il fotovoltaico a concentrazione (CPV) sarà più conveniente rispetto a quello convenzionale. Almeno stando all’ultimo report di IMS Research/IHS su questa tecnologia. Lo studio prevede infatti che il costo dei sistemi da qui al 2016 diminuisca del 16% l’anno. In parallelo arriveranno evoluzioni tecnologiche che miglioreranno efficienza e funzionalità degli impianti rendendo attraente il CPV anche per nuovi mercati tanto da far prevedere un mercato che al 2016 raggiungerà gli 1,6 GW annui, che vanno confrontati con i circa 90 MW che saranno installati in questo 2012.

“Con compagnie come Solar Junction e Amonix, capaci di produrre su scala commerciale moduli con efficienze del 34,2% e  concentrate ad abbassare i costi degli impianti, l’adozione del CPV come sistema di generazione per le utility è destinata a crescere”, spiega l’analista IMS Research, Jemma Davies.

Beninteso: il costo di un impianto CPV, che oltre a moduli ad alta efficienza comprende sistemi di ingrandimento e inseguitori, rimarrà sempre più alto rispetto al fotovoltaico convenzionale. Ma, con l’aumentare delle prestazioni, il costo di produzione dell’elettricità (LCOE) del fotovoltaico a concentrazione diverrà sempre più competitivo nelle zone adatte a questa tecnologia (con irradiazione di almeno 6 kWh/m2/giorno). E, come sottolineano gli autori del report, il costo del kWh prodotto e non del kW installato è l’elemento più importante da considerare.

Come ricordavamo anche nel nostro Speciale tecnico sul CPV, uno degli svantaggi di questa tecnologia, relativamente delicata (si pensi alla precisione che devono avere i tracker) e giovane, in quanto ad applicazione commerciale, è la mancanza di progetti in funzione da diversi anni che ne possano certificare l’affidabilità. Problema ovviamente collegato direttamente alla bancabilità delle iniziative. Una carenza a cui si sta ovviando con la realizzazione di impianti pilota, come è avvenuto in Sud Africa, dove Soitec ha concluso un contratto da 44 MW con Eskom, appunto, dopo aver installato un impianto pilota vicino al sito.

Ci sono dunque i presupposti per una crescita sostanziosa. Le ultime previsioni sul CPV che abbiamo raccontato, quelle raccolte a Solarexpo 2011, parlavano di un LCOE di 0,8 $/kWh al 2015 e di 12,5 GW installati al 2020. Vedremo come andranno le cose: molto dipenderà dalla concorrenza del fotovoltaico convenzionale e del solare termodinamico. Dalla sua il CPV ha diversi vantaggi: dalla rapidità e modularità nella costruzione dei parchi, alle rese che diminuiscono poco anche a temperature molto alte e, non da ultimo, al fatto che la produzione del fotovoltaico a concentrazione, grazie ai sistemi di inseguimento, è consistente non solo nelle ore centrali della giornata, ma anche in fasce orarie in cui la domanda è maggiore e l’elettricità viene pagata di più. Un fattore questo che diventerà ancora più importante quanto più si accentuerà l’effetto del peak shaving, cioè la riduzione del prezzo dell’energia in Borsa nelle ore centrali del giorno, dovuta soprattutto all’apporto del fotovoltaico convenzionale.

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