La strage delle industrie FV: entro 3 anni il 60% fuori mercato

Il consolidamento del settore: 180 le industrie del fotovoltaico mondiale giudicate al momento “morti che camminano” da GTM Research nel suo report “Global PV Module Manufacturing 2013: Competitive Positioning, Consolidation and the China Factor”. Destinate a scomparire o a essere acquisite nel giro di tre anni.

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Centottanta aziende del fotovoltaico mondiale al momento sono “morti che camminano”, destinate cioè nel giro di 3 anni a scomparire o a essere acquisite. È una strage il consolidamento del settore previsto da GTM Research nel suo ultimo report “Global PV Module Manufacturing 2013: Competitive Positioning, Consolidation and the China Factor”: il 60% dei produttori esistenti, si prevede, usciranno dal mercato tra il 2012 e il 2015. Un fenomeno naturale e atteso quando un settore cresce rapidamente come ha fatto il fotovoltaico in questi ultimi 10 anni, ma non per questo meno doloroso.

A falcidiare l’industria sarà la sovrapproduzione che non accenna ad alleviarsi: fino al 2015 si prevede un oversupply rispetto alla domanda in media di 35 GW all’anno. Una situazione aggravata da tagli agli incentivi e guerre commerciali a colpi di prezzi sottocosto e risposte protezionistiche.

Il numero più alto di vittime, pari a 88, si conterà nei mercati dove produrre costa di più come Usa, Europa e Canada. “In Europa, Stati Uniti e Giappone i costi di produzione al momento sono sopra gli 80 centesimi di dollaro per watt. Tra i competitor cinesi tra i 58 e i 68 cent per watt. Il quadro è chiaro: queste aziende prenderanno ciò che riusciranno tramite acquisizioni oppure usciranno dal mercato”, spiega uno degli autori del report, Shyam Mehta.

Tra i nomi importanti che saranno obiettivo di acquisizioni, GTM cita le tedesche Solarworld e Conergy e le spagnole Isofoton e Solaria Energia. Nel consolidamento si prevede cadrà anche l’italiana Helios, assieme a molte altre come la tedesca Bosch Solar, la franco-canadese Photowatt e molte altre (le principali nell’elenco qui, immagine).

Se l’Occidente piangerà, però, anche in Cina ci sarà poco da ridere: delle 180 vittime del ‘consolidamento’ dei prossimi 3 anni almeno 54 si prevede siano cinesi. Molte di queste imprese sono quelle che il report chiama “zombie solari”, aziende con capacità produttiva sotto i 300 MW che sopravvivono solo grazie agli aiuti governativi. Un grosso ruolo sulla salute delle aziende cinesi lo giocherà lo sviluppo del mercato interno. A far ben sperare il fatto che Pechino abbia di recente innalzato per l’ennesima volta l’obiettivo nazionale e che le installazioni stiano crescendo molto: l’ultimo report di IMS Research prevede che nella seconda metà del 2012 in Cina si installino oltre 4 GW portando così la cifra del nuovo installato cinese per l’anno in corso a 5 GW.

Oltre a questo, il sostegno statale ai produttori cinesi – secondo GTM – pare destinato a continuare: lo fa pensare il prestito di luglio a LDK Solar e il rinnovato finanziamento della China Development Bank a 12 aziende locali. Tra i probabili beneficiari futuri degli aiuti ci sono Trina Solar, Yingli Green Energy, Suntech Power, JA Solar, Jinko Solar e Renesola, aziende che assieme pesano per il 20% della capacità produttiva mondiale di moduli fotovoltaici.

“Al momento il consolidamento nell’industria del fotovoltaico ha fatto poco per alleviare il problema dell’oversupply. I profitti nella catena continueranno a essere molto difficoltosi almeno finché non ci sarà una significativa razionalizzazione della capacità produttiva in Cina. Per diverse ragioni ci aspettiamo che questo avvenga nel 2013”, conclude Mehta.

Nel 2014, dunque, dopo l’uscita dal mercato della maggior parte delle aziende con i costi di produzione più alti e congiuntamente a una domanda più sostenuta, ci dovrebbe essere un maggior equilibrio tra domanda e offerta e un gruppo selezionato di produttori dovrebbe riuscire a ottenere profitti sostenibili.

Chi saranno i sopravvissuti secondo GTM Research? In ordine rigorosamente alfabetico la società di consulenza si sbilancia: Canadian Solar, azienda cinese con produzioni in Canada, l’americana First Solar, leader mondiale nel film sottile al telluro di cadmio, la cinese Hanwha Group, JA Solar, azienda di Shanghai che fa celle in silicio monocristallino, Jinko Solar, sempre cinese, la californiana SunPower, Talesun con sede a San Francisco e produzione in Cina e, infine, i giganti cinesi Trina Solar e Yingli Solar.

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