Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato un ddl costituzionale per la riforma del Titolo V della Costituzione. Porti, aeroporti ed energia tornano sotto l’esclusiva competenza dello Stato, almeno stando alla bozza entrante del ddl di riforma della Carta, in possesso dell’Ansa, che arriva all’esame del Cdm.

La bozza di ddl, di 4 articoli, modifica tra l’altro l’articolo 117 della Costituzione, aggiungendo alle materie attribuite alla competenza esclusiva dello Stato (poiché appare “più congruo, anche per l’incidenza di normative europee”), “porti marittimi e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale (restano concorrenti quelli di interesse regionale), grandi reti di trasporto e navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia“. Il provvedimento introduce inoltre una formula di ‘preminenza/salvaguardia’ che affida allo Stato, a prescindere dalla ripartizione delle competenze legislative con le Regioni, il compito di garante dei diritti costituzionali e dell’unità della Repubblica.

Anche le Regioni a Statuto speciale dovranno attenersi al principio dell’equilibrio di bilancio e al patto di stabilità. Lo prevede la bozza del ddl di riforma costituzionale. Secondo il provvedimento, pur nel rispetto dell’autonomia prevista costituzionalmente, “in materia finanziaria l’autonomia si svolge nel rispetto dell’equilibrio dei bilanci e concorrendo con lo Stato e gli altri enti territoriali ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici dei vincoli” derivanti dall’ordinamento UE.