Roadmap 2050 per l’Italia, decarbonizzare con la fiscalità

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Il dossier di WWF Italia, 'Obiettivo 2050 - Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione', è orientato a superare l'attuale fase di stallo delle politiche energetico-ambientali ed economiche e aiutare i decisori politici, indicando loro uno scenario energetico al 2050 compatibile con gli obiettivi dell'UE.

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Presentato oggi il dossier di WWF Italia ‘Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione’ (pdf), realizzato da Ref-E, (Economics engineering energy environment), un documento che è stato simbolicamente consegnato al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini in occasione della sua presentazione. Una nuova politica energetica e una azione costante per il taglio delle emissioni di gas serra per i prossimi quasi 40 anni elaborate su misura per il nostro paese: si tratta in effetti di una roadmap, sul modello di quella dell’Unione Europea (ridurre i gas serra dell’80-95% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990), per offrire al governo – anche in occasione della nuova Strategia energetica nazionale – una soluzione concreta e una visione di lungo termine, che permetta all’Italia di salvaguardare allo stesso tempo le prerogative delle politiche sui cambiamenti climatici e quelle legate al mondo del lavoro, restando coerente con gli obiettivi europei e internazionali di riduzione delle emissioni inquinanti”, si spiega nel documento.

Secondo il report l’Italia dovrà puntare sull’efficienza energetica diminuendo i consumi del 40% al 2050 rispetto al 2010, introducendo un obiettivo vincolante di riduzione in termini assoluti (e non in termini relativi o indicativi come fino ad oggi previsto).

A questo scopo sarà necessario dirottare la domanda di energia, soprattutto del comparto industria e trasporti, dalle fonti primarie non rinnovabili a quelle pulite sul settore elettrico, incrementando il contributo di quest’ultimo dall’attuale 20 al 43% nel 2050 (il 30% in più’ rispetto al 2010).

L’obiettivo finale sarà quello raggiungere il 100% di rinnovabili nell’elettrico che, con una ‘iniezione’ di energia pulita di 8 TWh in più ogni anno, ridurrà del 97% le proprie emissioni di CO2 rispetto al 1990.

Tra gli strumenti proposti da WWF Italia c’è anche una fiscalità che regoli, per esempio, l’Imu sulla base della classe energetica della casa, il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti anziché sui kW del veicolo e che sostituisca l’Iva sui prodotti con l’Imposta di carbonio emesso (Ice), ovvero la tassa sul loro contenuto di CO2 nelle varie fasi di processo. 

“La Roadmap 2050 nasce dalla consapevolezza che la crisi climatica rischia di travolgere il Pianeta come lo conosciamo – spiega Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia – i rimandi alle responsabilità altrui non funzionano più, ognuno deve fare la propria parte. Siamo anche coscienti dei forti problemi di sicurezza energetica per l’Europa e per l’Italia in particolare”. Questi due aspetti “rendono quella tracciata dalla Roadmap una strada obbligata – spiega Leoni – del resto, in un contesto di forte cambiamento di equilibri e condizioni, il nostro Paese non può continuare a vivere alla giornata e sull’emergenza continua”. Bisogna quindi “rilanciare il ruolo della politica e del Governo per la definizione di obiettivi ambientali e di sicurezza energetica, ormai strettamente intrecciati – conclude il presidente Wwf – come si dice nel rapporto, niente è dannoso per le imprese e per l’economia quanto il repentino cambio di rotta delle politiche”.

Per Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia la Roadmap 2050 è anche “una risposta all’uscita dalla crisi: ‘stranamente’ nel dibattito in Italia non si dice mai che il solo settore fotovoltaico nel 2011 ha creato oltre 60mila posti di lavoro”. E aggiunge che “partendo dagli obblighi dell’UE, con lo scenario 2050, abbiamo proposto per l’Italia alcuni passi aggiuntivi, come ad esempio la necessità di darsi anche propri obiettivi vincolanti, come i target per arrivare alla diminuzione di almeno il 40% dei consumi finali entro il 2050”. Forte è la critica sulle bozze della nuova Strategia energetica nazionale attualmente in circolazione, perché spiega l’associazione ambientalista, si guarda solo al 2020 e non operano scelte nette, avviando e facilitando addirittura le ‘trivellazioni selvagge’.

Per Clini, presente alla conferenza stampa, “decarbonizzare vuol dire investire nell’auto elettrica, nelle reti intelligenti, nelle fonti rinnovabili, nei dispositivi per aumentare efficienza energetica, nei sistemi per la domotica. La Green economy prima era solo una componente marginale oggi la competizione internazionale si gioca su questi elementi”. “Si deve andare verso una low carbon economy e questo richiede una modifica importante del sistema fiscale, che però non si traduce subito in un vantaggio per il Pil – sottolinea il ministro – anzi aumenterebbero probabilmente le tasse perché la tassazione sull’energia è già alta”. Il tutto va gestito “tenendo conto della situazione economica attuale – prosegue Clini – che non è affatto agevole soprattutto per quanto riguarda le trasformazioni radicali e infrastrutturali di cui abbiamo bisogno”.

In una prospettiva europea di decarbonizzazione “così come previsto dalla strategia energetica europea e con l’obiettivo di pareggio di bilancio, bisogna liberare dal vincolo del patto di stabilità soprattutto le infrastrutture strategiche“, segnala Corrado Clini, che aggiunge: “il vantaggio sarebbe superiore al momentaneo aumento del debito pubblico”.

Insomma, “per il momento, non c’è una lira”, ha fatto capire il Ministro. “Senza risorse l’economia non di diventerà mai a basso contenuto di carbonio”, ha affermato.

Ma intanto, aggiungiamo noi, evitare di dare colpi durissimi alle rinnovabili, come si è fatto con i decreti ministeriali di luglio e con i ritardi sul decreto per le rinnovabili termiche, già sarebbe stato un buon inizio.

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