“Il solare termodinamico è uno degli assi nella manica del sistema Italia, e ha la sua area di eccellenza nel Sud. Brevetti e tecnologia, oltre a un altissimo indice di insolazione, ci forniscono incredibili condizioni di partenza per diventare il Paese europeo a più alto sviluppo di questa tecnologia rinnovabile innovativa”. Lo dice il ministro dell’Ambiente Corrado Clini  intervenendo (in videoconferenza) al convegno ‘Sicilia, l’isola del solare termodinamico. Carta del Sole, un patto per l’energia tra territorio e industria’. Nel corso dell’incontro è stata appunto firmata la ‘Carta del Sole’, un patto tra territorio e impresa per un’energia che può contribuire a rilanciare il sistema produttivo siciliano” e fornire una fonte locale di energia per i cittadini, oltre a formare lavoratori specializzati e know how esportabile.

“Con la ‘Carta del Sole’ che si propone oggi alla firma delle parti sociali, del mondo economico e imprenditoriale e dei protagonisti della politica regionale si inaugura anche un altro modo, più vicino alle esigenze dei cittadini e dei territori, per lo sviluppo di un’energia che completa il mix delle rinnovabili portando significative innovazioni – spiega Clini -: l’innovazione mirata alla sostenibilità è alla base delle politiche che stiamo perseguendo attraverso non soltanto strumenti normativi, ma soprattutto con incentivi di mercato o di tipo fiscale, come il credito d’imposta o come i fondi rotativi, i quali facilitano l’accesso al credito per gli investimenti puliti”.

Il convegno è stato organizzato da Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) e Fred Sicilia (Forum regionale per l’energia distribuita) in partnership con Confindustria Sicilia e Fondazione Sicilia nell’ambito dell’iniziativa su ‘Il modello energetico siciliano, occasione per l’Europa e il Mediterraneo’.

Per Gianluigi Angelantoni, presidente di Anest, “il potenziale del solare termodinamico è altissimo. L’obiettivo del piano energetico nazionale presentato nel 2011 è di 600 MW: il suo raggiungimento darebbe occupazione a 18.000 persone in fase di costruzione e a 600 in fase di gestione. E il solare termodinamico può arrivare a essere competitivo entro il 2020, soprattutto se le aziende italiane potranno continuare a fare quello che hanno fatto finora in questo campo: innovare e brevettare nuovi sistemi più efficienti”.

Però, continua Angelantoni, “proprio perché il termodinamico arriva dopo le esperienze delle altre fonti rinnovabili, è inevitabile per noi pensare a uno sviluppo il più vicino possibile alle esigenze del territorio e alle sensibilità dei cittadini”. Per questo, conclude il presidente di Anest, “la Carta del Sole è un impegno a tutto tondo, che coinvolge tutte le forze sociali, economiche e produttive della Sicilia per creare un nuovo modello, valido per l’Italia e per tutto il Mediterraneo”.

Fonte: Agenzia Dire