Giuseppe Sofia di Conergy e il suo fotovoltaico del futuro

  • 2 Agosto 2012

Un commento dell'Ad di Conergy Italia, Giuseppe Sofia, sull’attuale situazione del fotovoltaico e sulle opportunità per il futuro del settore. Anche se critico sul V conto energia, Sofia ritiene che il nuovo meccanismo incentivante contenga le basi per un fotovoltaico che, da prodotto di investimento finanziario, diventi un prodotto energia.

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Di pochi giorni fa un comunicato di Conergy Italia che è una sorta di commento dell’Amministratore Delegato, Giuseppe Sofia, sull’attuale situazione del fotovoltaico italiano e sulle opportunità per il futuro del settore. Per Sofia, anche se critico sul V conto energia, il nuovo meccanismo incentivante contiene le basi per un fotovoltaico che tenderà a mutare da prodotto di investimento finanziario a prodotto energia. Si parla di autoconsumo e scambio sul posto. Ma, come sappiamo, solo pochi giorni dopo, è arrivata però la proposta dell’Autortià per l’Energia di far pagare gli oneri di sistema anche sull’energia autoconsumata virtualmente o per lo scambio sul posto; un’evoluzione normativa che renderebbe meno conveniente o allontanerebbe quel futuro che l’AD di Conergy sembra invece prefigurare.

“Vorrei fare un passo indietro, ai tempi quando il FV era solo passione. Vent’anni fa, quando il gruppo Conergy iniziò a fare i primo passi, non vi erano incentivi, l’impianto fotovoltaico veniva realizzato fondato sulla convinzione che produrre energia elettrica bruciando petrolio-derivati non fosse la cosa migliore; anche in Italia nei primi anni 2000 – allora mi occupavo di soluzioni di accumulo per il fotovoltaico – vi erano installatori specialisti del solare che proponevano e realizzavano fotovoltaico come scelta consapevole e dimostrando che, dato il trend di aumento dei costi della bolletta, in 20 anni ci poteva essere convenienza.

In questo momento in cui viene messa a rischio la continuità del settore dobbiamo tornare ai fondamentali perché le attuali scelte industriali ed energetiche stanno danneggiando in modo irreversibile l’ambiente e consumando le risorse planetarie a un ritmo pauroso.

Il fotovoltaico è una tecnologia straordinaria, consente di produrre energia esattamente dove ce n’è bisogno, con bassi costi di distribuzione, senza alcun effetto collaterale. Il fotovoltaico, come energia e come comparto, ha bisogno tuttavia di essere ancora supportato, se non con incentivi con i giusti accorgimenti normativi, non per garantire gli interessi di investitori e in verità nemmeno per quelli delle società industriali o commerciali. Va supportato e favorito perché è la tecnologia giusta e nel mix energetico di un Paese socialmente evoluto deve avere un ruolo importante; questo, a mio parere, potrà far nascere a ruota nuovi operatori e nuovi modelli di business.

La pubblicazione del 5° Conto Energia ha trovato reazioni ostili da parte delle associazioni e degli operatori, non tanto per il taglio degli incentivi che, data la diminuzione dei costi dei materiali, rendono l’investimento ancora remunerativo, ma per le ulteriori complicazioni burocratiche, per la definizione di tetti semestrali – cosa che andrà ad appesantire ulteriormente la gestione e i costi amministrativi – e soprattutto per l’esiguità del plafond che è stato assegnato, un plafond che si teme possa estinguersi nel giro di pochissimi mesi creando ancora una volta problemi di continuità e linearità agli operatori.

La versione finale del decreto ha portato tuttavia anche novità positive quali il bonus speciale nel caso di utilizzo di componenti prodotti in Europa, il premio per l’innovazione per l’integrazione architettonica, il premio per la rimozione amianto e altro.

L’elemento di novità più rilevante è costituito dal fatto che, così com’dè concepito, il V Conto Energia andrà a premiare maggiormente impianti realizzati dove vi è consumo di energia. La massima convenienza si va a avere in quegli impianti in cui il consumo dell’energia prodotta è contestuale al momento della produzione. Questo crea le basi per un fotovoltaico che va a spostarsi dall’essere un prodotto di investimento finanziario a un prodotto energia.

Grazie alla diminuzione dei costi oggi il chilowattora fotovoltaico nei 20/30 anni di esercizio dell’impianto costa meno del kWh di rete, rendendo l’impianto fotovoltaico una scelta che oltre a essere eco-sostenibile è anche conveniente. Questo a patto che l’energia prodotta venga consumata contestualmente. Questo diventa il punto chiave dell’attuale situazione del fotovoltaico in Italia.

Il V Conto Energia durerà pochi mesi dopodiché gli incentivi verranno meno. Il singolo intervento, non oneroso per i contribuenti ma al contrario benefico, che possa dare continuità al fotovoltaico è la regolamentazione dello Scambio sul posto. Questo vuol dire dare la possibilità a chi produce energia da fotovoltaico di consumarla in differita, di avere un credito di energia da utilizzarsi quando non vi è il sole. 

Questa misura, peraltro già disciplinata fino al 2007 e poi interrotta, sarebbe come detto ‘la madre’ degli interventi a favore del fotovoltaico e consentirebbe di non dovere ricorrere a complesse, costose e poco coerenti soluzioni di accumulo (batterie) a livello distribuito. Una corretta disciplina dello Scambio sul posto porterebbe il fotovoltaico a essere una scelta conveniente per qualsiasi utente elettrico e non richiederebbe incentivi che andrebbero a gravare su chi l’impianto non ce l’ha”.

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