Quando Luigi De Magistris conquistò a sorpresa il posto di primo cittadino di Napoli, tra i tanti che festeggiarono c’erano anche molti ambientalisti. La speranza che finalmente la gestione della città, famosa in tutto il mondo per il caos e il traffico, oltre che per la camorra e la disastrosa raccolta dei rifiuti, potesse registrare una decisa inversione di tendenza, era forte.

A un anno e un mese dalla vittoria elettorale è possibile fare i primi bilanci. Partendo appunto da uno dei nodi più intricati della questione partenopea: la mobilità. A ricoprire il ruolo tanto delicato di Assessore ai trasporti di Napoli è stata chiamata Anna Donati,  ambientalista esperta di mobilità sostenibile, già responsabile della mobilità per il Comune di Bologna. Ha lavorato anche al Wwf ed è stata coordinatrice del Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” del Kyoto Club.

Assessore Donati, proviamo a tirare le somme di un anno di lavoro per la mobilità nel capoluogo partenopeo.

Abbiamo messo in campo la ztl (zona a traffico limitato, ndr) nel centro antico di Napoli. Si tratta di 120 ettari nel cuore dei decumani, riservando via Duomo e via Pessina al trasporto pubblico. Siamo partiti lo scorso settembre, con diversi provvedimenti, come l’introduzione di corsie riservate e varchi telematici, la regolamentazione per gli aventi diritto a entrare, le fasce orarie per il carico e scarico, le strisce blu attorno alla ztl e i nuovi spazi per i parcheggi dei motorini.

A che punto siete?

Progressivamente tutte queste cose stanno entrando in funzione. Abbiamo fatto una campagna di comunicazione per i cittadini. Adesso con l’ultimo provvedimento ci sono 10 varchi elettronici in funzione, di cui 7 nuovi. L’attivazione dei varchi è importante perché l’entrata nella ztl non si può gestire solo con i vigili. I problemi sono tanti ed è giusto che vengano impiegati in altre iniziative, per esempio nelle periferie.

Parliamo di cifre.

Prima per piazza Dante passavano 21mila veicoli al giorno, in via Duomo circolavano 10mila auto. Con la ztl abbiamo ridotto a 6mila i veicoli in piazza Dante e a 1.500 in via Duomo. E sono per lo più bus, taxi, mezzi di soccorso, auto con permessi per disabili.

Come hanno accolto la notizia i commercianti dell’area?

I commercianti erano preoccupati e in parte lo sono ancora. Ma la situazione era diventata insostenibile. La centralina che rileva l’inquinamento era arrivata a segnare lo sforamento dei limiti 159 volte l’anno. Quest’anno ci sono stati solo 4 sforamenti nel primo trimestre, contro i 26 dello scorso anno. Con tutta questa congestione, i commercianti non potevano contestare la sostanza del provvedimento, ma ribattevano “c’è la crisi”. Però penso che il vantaggio sia anche loro, perché l’attività di carico e scarico dura meno, visto che non c’è più il traffico di prima. Adesso si può fare in orari precisi, e abbiamo distribuito i contrassegni per poter entrare nella ztl.

Altre criticità?

È difficile trovare il giusto equilibrio tra le strisce blu, i parcheggi per residenti e i parcheggi a pagamento a rotazione. In ogni caso è stato importante imporre il principio del rigore e del rispetto delle regole, seppur con la flessibilità necessaria.

La ztl del mare è un’altra buona idea del Comune.

Il “lungo mare liberato” è un’iniziativa stata promossa in occasione dell’America’s Cup che si è svolta dal 7 al 15 aprile. Sul lungomare Caracciolo è stata lanciata la ztl Chiaia con 200 ettari di territorio chiusi al traffico per un mese. La pedonalizzazione del Lungomare è piaciuta tantissimo. Il lunedì di Pasqua, 250mila persone si sono riversate lì a passeggiare.

All’inizio ci sono stati problemi con il traffico?

La criticità è ai varchi di ingresso. Avendo dovuto ricorrere ai vigili, si sono create code, perché dovevano selezionare i residenti dagli abusivi. La ztl del mare l’abbiamo prorogata per i mesi estivi fino al 30 novembre.

Chiudere una strada però è solo l’inizio, non basta.

È stata fatta una pedonalizzazione di 1,3 chilometri, ma dobbiamo ancora lavorare sulla riqualificazione dell’area, come gli arredi urbani, l’illuminazione adatta, la ripavimentazione. È importante per dare un’immagine di Napoli diversa, che non è solo rifiuti e camorra.

Rimangono difficoltà irrisolte per Napoli?

Il punto è che la criticità passa anche per l’offerta del trasporto pubblico, per esempio la metropolitana. Bisognerebbe allungare l’orario di apertura notturna, almeno nei fine settimana.

Nel 2011 è stato dato il 20% in meno di fondi per il trasporto pubblico locale da parte di Monti e della Regione. È stato colpito di più il trasporto su gomma che quello su ferro, ma anche la ferrovia Circumvesuviana ha problemi a causa dei tagli.

Le piste ciclabili a Napoli sono una realtà?

La pista ciclabile è stata ereditata dalla scorsa amministrazione, e va da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio. L’abbiamo rivista, soprattutto dove era stata progettata sul marciapiede, rubando spazio ai pedoni, e l’abbiamo spostata sulla strada. Adesso la stiamo adattando alla ztl e alle zone pedonalizzate, come via Caracciolo, appunto.

Con i tassisti avete problemi, invece.

Con i tassisti abbiamo fatto un accordo che prevedeva una tariffa fissa di 6 euro a corsa nella ztl e nel centro antico e di 8 euro in una seconda fascia. Ma adesso diversi tassisti non la vogliono applicare perché nel frattempo è aumentato il costo dei carburanti e dicono che così non ci guadagnano. Abbiamo aperto un tavolo di verifica. Se c’è da aggiustare qualcosa lo faremo insieme. Non vorrei abbandonare questa idea, perché rientra nel progetto di integrazione di vari mezzi di trasporto pubblico in grado di soddisfare varie esigenze in vari momenti del giorno.

Riguardo ai mezzi pubblici verdi, a che punto siete?

Nell’ambito del progetto smart city, è stato vinto un bando del Miur con due progetti su bike sharing e car sharing che dovrebbero partire a breve.  Il bando, per la precisione, è stato vinto da soggetti privati, imprese e università, e il ruolo del Comune è stato quello del sostegno e del gradimento del progetto.

E poi c’è la metro, tra un cantiere e l’altro.

Sì, ci sono molti cantieri della metropolitana aperti. 15 km già fatti e 5 da fare. Tra un anno dovrebbe essere terminata la fermata di piazza Garibaldi ed entro due quelle di piazza Municipio e del Duomo. Alla stazione Garibaldi purtroppo la situazione è ancora caotica, i lavori sono in corso, ma siamo nel punto di massima criticità. Stiamo poi lavorando ai parcheggi di interscambio a ridosso delle stazioni e delle grosse fermate della metro. Come a Pianura, a Bagnoli. Bisogna puntare sui grossi parcheggi di interscambio e non creare altri parcheggi dentro il centro, che non fanno altro che portare problemi ai residenti.