Visione e strategie per un’economia mondiale ‘no oil’

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Il rapporto Energy [R]evolution 2012 da Greenpeace International, EREC e GWEC. In questa quarta edizione un’analisi delle riserve di combustibili fossili. Secondo lo scenario le rinnovabili potrebbero fornire al 2050 fino al 90% dei consumi elettrici e per riscaldamento e oltre il 70% dell’energia per i trasporti.

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Le energie rinnovabili a livello globale sono andate molto più rapidamente di quanto prospettato da studi sugli scenari. Tra i diversi casi va segnalato anche Energy [R]evolution curato da Greenpeace International, insieme a GWEC (Global Wind Energy Council) ed EREC (European Renewable Energy Council) e oggi nella versione 2012, la quarta edizione del documento (vedi sintesi in italiano).
Nel primo Global Energy [R]evolution (gennaio 2007) si stimava una potenza installata di rinnovabili al 2010 di 156 GW. A quella data invece la potenza è stata molto maggiore e valutata in 197 GW, cioè con errore per difetto di oltre il 25%. A fine 2011 la potenza mondiale da rinnovabili è arrivata a 237 GW, oltre il 50% rispetto alle previsioni. Lo scenario Greenpeace spiega come al 2030 la potenza installata delle fonti rinnovabili potrà arrivare a 7.392 GW.

Per quanto concerne la domanda di energia da fonti rinnovabili il documento di Greenpeace si ferma al 2009. In quell’anno le energie pulite coprivano il 13,5% della domanda primaria di energia (ruolo preponderante delle biomasse usate per il riscaldamento). Nella produzione elettrica le rinnovabili hanno contribuito per il 19,3%. Ancora oggi circa l’81% dell’energia primaria è fornita dalle fonti fossili, mentre il 5,5% viene dal nucleare.

Ora, la roadmap immaginata dall’Energy [R]evolution 2012, necessaria anche per contenere le emissioni sotto la soglia di rischio per l’aumento della temperatura, punta a una serie di azioni, con il presupposto che venga dismessa la produzione da nucleare senza far ricorso allo sfruttamento del petrolio non convenzionale (scisti bituminosi, progetti offshore, ecc.). Nel complesso, secondo Energy [R]evolution 2012, le rinnovabili potrebbero fornire fino al 90% dei consumi elettrici e per riscaldamento e oltre il 70% dell’energia per i trasporti al 2050. Ecco comunque gli obiettivi indicati in questo percorso virtuoso:

  • Contenere la domanda globale di energia: la domanda appare destinata a crescere, al 2020, solo del 10% rispetto agli attuali consumi, invece del 61% come previsto dallo scenario di riferimento, decrescendo poi leggermente sino a tornare ai valori di consumo del 2009.
  • Gestire la domanda globale di energia: l’efficienza energetica ha un potenziale di riduzione del fabbisogno di nuova produzione di circa il 30%, rispetto allo scenario di riferimento.
  • Ridurre la domanda globale di riscaldamento: l’energia richiesta per il riscaldamento può essere ridotta drasticamente. La riduzione della domanda verrebbe dalla ristrutturazione dell’edilizia esistente e dall’introduzione di standard residenziali low-energy. Alle persone verrebbero garantiti gli stessi livelli di comfort e medesimi servizi.
  • Sviluppare un’industria globale della gestione della domanda: si prevede un abbattimento della domanda di energia del 40% per ogni dollaro di PIL. Disaccoppiare la crescita economica dall’andamento della domanda di energia è cruciale per raggiungere una fornitura sostenibile di energia nel lungo termine.
  • Rivoluzionare la produzione elettrica: le fonti rinnovabili possono arrivare a coprire, al 2030, il 37% della domanda globale di elettricità, con una capacità installata di 7.392 GW. Nel lungo termine, il 94% dell’elettricità potrà essere prodotto da fonti rinnovabili, l’energia nucleare potrà essere dismessa del tutto e il numero delle centrali alimentate con fonti fossili, in special modo a carbone, drasticamente ridotto.
  • Abbassare il costo della produzione elettrica: a breve termine i costi della produzione di elettricità saranno relativamente più alti rispetto allo scenario di riferimento (ma meno di 0,5 ¢/kWh), con un divario quanto più contenuto tanto più i costi del petrolio saliranno. Nel lungo termine, l’elettricità da rinnovabili sarà significativamente più economica di quella prodotta con altre fonti.
  • Calmierare e poi abbattere i costi in bolletta: il passaggio di sistema alle rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica stabilizzeranno, in una prima fase, i costi in bolletta, per poi ridurli, nel lungo periodo, fino al 40%.
  • Risparmiare sui costi dei combustibili fossili: l’ampio sfruttamento delle fonti rinnovabili garantirà un risparmio annuo globale di 1.320 miliardi di dollari grazie al risparmio di combustibili fossili (media annuale del risparmio per il mancato consumo di carburante 2009-2050).
  • Aumentare l’occupazione: i numeri dell’occupazione sono destinati a mutare significativamente. Rispetto alla contrazione occupazionale prevista nello scenario di riferimento, si prevede un tasso di occupazione crescente, con il 65% dei posti di lavoro nel settore energetico, al 2030, garantiti dalle fonti rinnovabili.

Questo processo avrà bisogno di diverse condizioni quali l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, l’internalizzazione dei costi esterni delle fonti tradizionali, una riforma del mercato elettrico che dia la priorità di accesso alla rete ai produttori di energia da rinnovabili, investimenti nella ricerca, ecc.

La novità di questa nuova edizione di Energy [R]evolution è l’analisi dei trend di esaurimento delle riserve di fonti fossili e, come abbiamo in parte visto, delle strategie per una progressiva uscita dal petrolio, evitando di portare a compimento lo sfruttamento dei giacimenti artici, delle sabbie bituminose del Canada, delle riserve petrolifere off shore in Brasile o di altre riserve marginali.

Gli investimenti necessari per attuare lo scenario Energy [R]evolution al 2050 sono stimati in 1.200 miliardi di dollari/anno, solo l’1% del PIL mondiale.

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