(Aggiornato ore 16)

Il quinto conto energia comincia ad avere contorni più definiti? Stamattina su Daily-e si legge un articolo che parla, non si capisce su quali basi, di “decreto quasi chiuso”. Contenuti molto dettagliati che però in parte non sono attendibili: come ci conferma una nostra fonte interna alla Conferenza, il testo riportato da Daily-e è quello di una proposta delle Regioni vecchia di oltre una settimana, che ancora non ha avuto riscontri da parte ministeriale e che in alcune parti è già stata modificata.

Sembra insomma che per sapere come sarà il quinto conto energia dovremo attendere ancora: la Conferenza Stato-Regioni in cui – forse – si deciderà sul decreto è stata convocata per il pomeriggio di mercoledì 6 giugno. Ma in realtà non è affatto scontato che da quella seduta esca il nuovo conto energia.

Un’idea di cosa c’è in ballo si può provare a farsela già ora, ma solo a patto di prendere tutto con le pinze.

Sembra caduta l’ipotesi che le Regioni chiedano che il nuovo regime non entri in vigore prima di ottobre. Scatterebbe dunque, come da bozza ministeriale, a 30 giorni dal superamento della soglia di spesa dei 6 miliardi di incentivi, alla quale mancano a oggi 230 milioni (erano 240 venerdì 31). Un’ipotesi di proposta – non confermata – è che, oltre ai grandi impianti iscritti in posizione utile nei registri del quarto conto, facciano eccezione gli impianti realizzati su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche, in modo che questi possano accedere agli incentivi del quarto conto energia fino al 31 dicembre 2012.

Pare superata invece l’ipotesi, riportata nell’articolo di Daily-e, che il tetto di spesa semestrale possa venire rimodulato scendendo a 80 milioni di euro per semestre, dei quali 60 per gli impianti a registro, 10 riservati agli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e altri 10 agli impianti a concentrazione.

Una proposta del genere, apparentemente penalizzante per il settore, dato che vede ridursi il tetto di spesa per gli impianti a registro, potrebbe tornare, rimodulata, se si riuscisse a sottrarre al registro alcune tipologie di impianto, ci spiega la nostra fonte.

Continuando sul fronte registro, appare verosimile che le Regioni chiedano che vengano esonerati gli impianti sotto ai 20 kWp e che qualora il tetto di spesa semestrale per queste taglie, proposto in 50 milioni, venga sorpassato, si proceda a ridurre le tariffe incentivanti di ciascun semestre successivo in modo proporzionale. Lo stesso accadrebbe per gli impianti su edifici e aree delle amministrazioni pubbliche che avranno un tetto di spesa di 20 milioni a semestre e che le Regioni vorrebbero fuori dal registro, assieme a impianti innovativi e integrati e a concentrazione.

Anche i criteri di priorità nell’accesso ai registri sembrano essere tra le richieste delle Regioni, che vorrebbero portare in alto nella graduatoria la sostituzione dell’amianto e l’efficienza energetica.

Al momento non ci risulta che si parli di cambiamenti delle tariffe rispetto a quanto proposto dai ministeri, ma si vorrebbe invece proporre la reintroduzione dei premi per il ‘made in Europe’ e per la sostituzione dell’amianto: per entrambi si parla di 3 centesimi in più a kWh.

A costo di ripeterci ricordiamo ancora che queste sono solo ipotesi. Come ci racconta una nostra seconda fonte interna alla Conferenza infatti le Regioni stesse sarebbero ancora lontane dal trovare un piattaforma condivisa. Si tenterà di farlo domani in un incontro politico prima della conferenza di mercoledì.

Altre voci ancora ci dicono poi che le Regioni sarebbero intenzionate a non chiudere l’iter finché non ci sarà un incontro tra il presidente della Conferenza, Vasco Errani e il ministro Corrado Passera. Sembra dunque  probabile che per sapere che sarà del quinto conto energia dovremo attendere anche oltre la Conferenza Stato-Regioni di mercoledì 6 giugno.