Enel quarto emettitore europeo. Primo in Italia

Continua lo scontro tra Greenpeace ed Enel in merito alle emissioni di CO2 del gruppo energetico. Secondo i dati pubblicati da Carbon Market Data sono 78 milioni le tonnellate di CO2 emesse nel 2011 dall'ex monopolista in Europa. Una conferma che dimostra come Enel sia il quarto emettitore europeo e il primo in Italia.

ADV
image_pdfimage_print

Continua il braccio di ferro sui numeri tra Greenpeace ed Enel in merito alle emissioni di CO2 del gruppo energetico. Avevamo evidenziato di recente che nel dall’ultimo rapporto sul “fuel mix disclosure” elaborato dal GSE la quota di generazione elettrica immessa nel sistema elettrico italiano nel 2011 da Enel Produzione, circa 79 TWh, era per il 48,7% costituita da carbone;  e la restante parte: gas (28,9%), rinnovabili (20,7%) e prodotti petroliferi (1,7%).

L’associazione ambientalista in suo recente rapporto evidenziava il fatto che il carbone di Enel è causa di emissioni annuali di CO2 pari a 27 milioni di tonnellate.

Ora questo dato sembra verosimile alla luce dei dati pubblicati oggi dal Carbon Market Data, l’istituto che raccoglie le informazioni sulle emissioni di CO2 in Europa dai grandi impianti. Sono 78 milioni le tonnellate di CO2 emesse nel 2011 da Enel in Europa che fanno dell’ex monopolista italiano il quarto emettitore assoluto europeo (dopo RWE, Vattenfall e E.ON) e il primo in Italia. Fatto importante che c’è anche un incremento delle emissioni di anidride carbonica di 10 milioni di tonnellate rispetto al 2010.

Greenpeace punta l’indice contro i dati falsi o omessi da Enel sugli impatti ambientali, sanitari ed economici e critica le contraddizioni che emergono da una nota diffusa pochi giorni fa dal gruppo energetico. Per Greenpeace sono quattro le bugie dell’Enel:

“Prima bugia: “le attività dell’azienda […] si svolgono nel pieno rispetto delle leggi che tutelano l’ambiente e la salute”. Falso. Enel è già stata condannata, anche per “emissioni moleste, danneggiamento all’ambiente, al patrimonio pubblico e privato e violazione della normativa in materia di inquinamento atmosferico” per la centrale di Porto Tolle. Per quella stessa centrale tutto il management risulta oggi rinviato a giudizio per “omissione dolosa di cautele contro disastri”. Altre indagini sono in corso – anche per omicidio colposo – in relazione alle emissioni della centrale a carbone di Brindisi. Su cui, inoltre, sono aperte inchieste per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e disastro ambientale.

Seconda bugia: “circa metà dell’energia elettrica che Enel produce è priva di qualunque tipo di emissione, compresa l’anidride carbonica”. Non è così, se a livello globale quella percentuale è inferiore al 50% e in Italia supera di poco il 40. Nella stima di Enel è inclusa anche la produzione nucleare, il cui livello di pericolosità va ben oltre le emissioni di CO2. Ma quanto viene emesso per produrre oltre il 50% dell’elettricità fatta da Enel? Alcune delle sue centrali, a livello europeo, sono tra le più inquinanti, come testimoniato anche dall’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Terza bugia: l’azienda sostiene di avere “in programma investimenti nelle fonti rinnovabili per oltre 6 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, un impegno che ha ben pochi paragoni a livello globale”. Gran parte di quei 6 mld su un piano complessivo di oltre 27, è destinata a grandi impianti idroelettrici in Sud America e non riguarda le nuove tecnologie rinnovabili. Per un confronto, la banca Goldmann&Sachs ha annunciato di stanziare 40 miliardi di dollari nelle rinnovabili nei prossimi 10 anni e ha un fatturato annuo inferiore alla metà di quello di Enel.

Infine, Enel ricorda che “solo il 12% dell’energia elettrica italiana è prodotta con il carbone contro una media europea di circa il doppio”. Con questa affermazione l’azienda parla d’altro per non ammettere la verità. Greenpeace non contesta il dato nazionale della produzione di elettricità da carbone, bensì fa riferimento al carbone di Enel, i cui documenti riportano una produzione che nel 2011 ha superato il 41%.”

Ora attendiamo la replica di Enel che ha comunque già dichiarato l’intenzione di querelare l’associazione ambientalista..

ADV
×
0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna agli abbonamenti