L’Italia avrà una carbon tax, ossia un carico fiscale che colpirà i combustibili fossili in base al loro contenuto di carbonio, tassando di più i più inquinanti, e i cui proventi saranno usati per finanziare le energie pulite. La novità, che avevamo già annunciato, è ora nero su bianco sul Ddl delega fiscale approvato in Consiglio dei ministri la settimana scorsa, che all’articolo 15 parla appunto di “tassazione ambientale”.

In sintesi si dispone che nei decreti legislativi di attuazione della delega fiscale (da adottare entro nove mesi dall’entrata in vigore del Ddl) il Governo inserisca “nuove forme di imposizione finalizzate a preservare e garantire l’equilibrio ambientale (green taxes) e revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, prevedendo che il gettito riveniente dall’introduzione della carbon tax sia destinato prioritariamente alla revisione del sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili e degli interventi volti alla tutela dell’ambiente, in particolare alla diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio”.

Non siate però impazienti: si legge in una nota ufficiale da palazzo Chigi che “l’entrata in vigore delle disposizioni riguardanti la fiscalità ambientale sarà comunque coordinata con la data di recepimento della disciplina armonizzata decisa a livello europeo”. La carbon tax infatti nasce da quanto previsto dalla proposta di direttiva del Consiglio europeo in materia di tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità: la modifica della direttiva 2003/96/EC, che dovrebbe entrare in vigore dal 2013.

Insomma, la notizia potrebbe essere positiva per chi crede sia necessario accelerare la transizione energetica in atto, ma resta tutto da vedere il come e il quando la nuova tassa si concretizzerà. Cosa che dipenderà anche da come la carbon tax prenderà forma a livello europeo, sul quale dobbiamo riportare il recente parere negativo (non vincolante) del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva carbon tax laddove vieterebbe agli Stati membri di tassare il diesel meno della benzina.

Aspettando di vedere cosa sarà la carbon tax italiana prevista, intanto, come ben sappiamo, da questo Governo arrivano provvedimenti, come il nuovo conto energia fotovoltaico e il decreto sulle rinnovabili elettriche, che rischiano di bloccare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, mentre, per quel che riguarda la tassazione sull’energia, abbiamo già visto pesanti aumenti delle accise che non seguono criteri ambientali e non finanziano fonti pulite: quelli noti sui carburanti e quelli sull’elettricità, che lo stesso Dl fiscale ritocca da giugno (per le aziende) ancora una volta al rialzo. Il caro energia così aumenta e la transizione energetica viene frenata. Mentre vediamo le rinnovabili ingiustamente accusate di essere le principali responsabili degli alti prezzi dell’elettricità, nel nostro Paese, infatti, il 13% dei soldi della nostra bolletta continua ad andare in tasse che spesso poco o nulla hanno a che fare con l’energia.