La presentazione dei decreti sulle rinnovabili elettriche (vedi testo) e del quinto conto energia (vedi testo), i ritardi sul decreto per le rinnovabili termiche, meritano una riflessione che potremmo sintetizzare elencando schematicamente gli evidenti errori del Governo e i compiti che spettano alle Associazioni di categoria in questo momento critico per tutto il settore.

Cosa non doveva fare il Governo:

  • Ritardare di oltre mezzo anno la pubblicazione dei decreti sulle rinnovabili elettriche, con il risultato di bloccare interi settori tecnologici.
  • Avere fatto uscire dai Ministeri bozze non autorizzate che, è questo il caso del fotovoltaico, hanno provocato il congelamento dei finanziamenti bancari.
  • Non avere ancora definito i decreti sulle rinnovabili termiche né stabilito gli obiettivi sui certificati bianchi, con ripercussioni anche in questo caso sui comparti coinvolti.
  • Non avere consultato le Associazioni del settore.
  • Introdurre meccanismi, è il caso dei registri, per controllare con camicie di forza le installazioni, anziché puntare a un’autoregolamentazione del mercato con incentivi progressivamente inferiori al superamento di soglie di potenza.

Cosa deve fare il mondo delle rinnovabili e dell’efficienza:

  • Far compiere un salto di qualità al Coordinamento delle Associazioni che si è creato,  in modo da potersi confrontare con maggiore efficacia con il Governo.
  • Utilizzare con intelligenza  gli Stati generali a Roma mercoledì 18 pomeriggio per interfacciarsi da un lato con le Regioni per migliorare i decreti su rinnovabili elettriche e fotovoltaico e per confrontarsi dall’altro con i Ministeri sul decreto delle rinnovabili termiche e sui provvedimenti sull’efficienza energetica.
  • Chiedere con forza che venga definita una strategia energetica nazionale con obiettivi al 2020, 2030 e 2050.
  • Sollecitare con forza il Governo per un programma per la ricerca e l’innovazione in modo da consentire alle nostre imprese di rafforzarsi e competere (Industria 2020).
  • Non lasciarsi abbattere: intervenendo sui decreti in maniera incisiva è possibile aprire un percorso interessante con il 35% di elettricità verde nel 2020 e il 50% nel 2030; anche le rinnovabili termiche dovranno giocare un ruolo decisivo nei prossimi anni con obiettivi ambiziosi da raggiungere.
  • Sull’efficienza energetica la nuova Direttiva europea prevede obiettivi vincolanti al 2020 aprendo spazi notevoli di intervento.
  • Alcune aziende potranno presentarsi con buone carte sui mercati internazionali che si stanno aprendo grazie all’esperienza accumulata in questi anni.