La Roadmap europea al 2050 per il clima si blocca ancora sul veto della Polonia carbone-dipendente. Venerdì al Consiglio Ambiente dell’Unione Europea, nonostante il parere favorevole degli altri 26 Stati membri della UE e gli sforzi del ministro all’Ecologia danese Ida Auken, presidente di turno del Consiglio, a causa del veto polacco è stata bocciata la strategia presentata un anno fa dalla Commissione europea.

La Roadmap, ricordiamo, prevede per la UE un taglio delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990 del 40% al 2030, del 60% al 2040 e dell’80% al 2050 (si veda Qualenergia.it sul tema). Un percorso che alla Polonia non sta bene: secondo Varsavia, l’Unione dovrebbe limitarsi a fissare un obiettivo al 2050, lasciando agli Stati membri il compito di stabilire i modi e i tempi di riduzione delle emissioni. Da qui il voto contrario in Consiglio Ambiente (in allegato il resoconto della riunione).

Quello di venerdì è solo l’ultimo atto della lunga storia dell’ostruzionismo polacco verso le misure per ridurre la CO2. La Polonia, come sappiamo, è un Paese pesantemente dipendente dal carbone (circa 90% del mix elettrico) nonchè storico alleato dell’Italia di Berlusconi nell’ostacolare la battaglia europea sul clima (si veda per esempio qui).

Il commissario europeo all’Ambiente, Connie Hedegaard, si è comunque detta convinta che il no Polacco “non fermerà la transizione dell’Europa verso un’economia a basse emissioni di CO2”. Secondo il commissario, infatti, “la UE non potrebbe andare avanti se a dettare il ritmo del cammino fossero i più recalcitranti: immaginiamo cosa sarebbe successo se l’azione comunitaria contro la crisi economica si fosse limitata a un obiettivo al 2050 senza alcuna decisione concreta nei 38 anni che ci separano da questa data”.

La presidenza e gli altri 26 membri dell’Unione hanno “chiesto esplicitamente alla Commissione di proseguire il percorso avviato ed è ciò che faremo”, ha concluso la Hedegaard.

Non si sa ancora però a questo punto quale sarà la strada da seguire per superare l’opposizione polacca.