Nel mondo già ora ci sono centrali eoliche i cui costi sono competitivi con il carbone, la fonte convenzionale più economica, ovviamente perché nei costi non si includono il prezzo della CO2 e le altre esternalità negative che comporta. I migliori parchi eolici del mondo infatti possono produrre oggi a un costo di 6,5 centesimi di dollaro per kWh, lo stesso di una centrale a carbone. Entro il 2016 tutte le nuove installazioni in media saranno competitive senza incentivi con i combustibili fossili. A dirlo sono i calcoli resi noti da Bloomberg Nef nell’ultimo report sul prezzo degli impianti eolici, il Bloomberg New Energy Finance Wind Turbine Price Index (WTPI).

Siamo infatti a un record al ribasso per i prezzi delle turbine: a livello mondiale, per i contratti firmati nella seconda metà del 2011 con consegna nel 2013, si è arrivati ben al di sotto al milione di euro/MW, a una media di 0,91 milioni/MW, il 4% in meno rispetto al semestre precedente. Si pensi che nel 2009 i prezzi erano a 1,21 milioni di euro/MW. Per le turbine più vecchie ora si pagano addirittura in media 0,85 milioni/MW, un calo del 10% in sei mesi, e anche i prezzi delle turbine più nuove ed efficienti sono scesi su tutti i mercati mondiali.

A pesare, secondo Bloomberg Nef, oltre a una situazione di overcapacity, la competitività dei produttori cinesi, che hanno lottato per aggiudicarsi ordini anche in mercati emergenti come Brasile, Cile, Ecuador, Pakistan, Etiopia e Australia. E anche per il futuro la previsione è che i prezzi continuino a calare: ci si aspetta che non si riprendano prima del 2014. Una situazione che sembra ricalcare a grandi linee quanto sta accadendo nel fotovoltaico.

A giovarne è la competitività di questa tecnologie: come detto nelle situazioni più favorevoli il costo del kWh da eolico è già sceso a 6,5 centesimi di dollaro, ai livelli di una centrale a carbone, ed entro il 2016 tutti i nuovi impianti saranno in media competitivi con le fonti convenzionali senza bisogno di aiuti. Questo sul medio-lungo termine si rifletterà sulla domanda, ricompensando l’industria del momento difficile che sta attraversando.

“La sofferenza sul breve termine per i produttori di turbine è innegabile e inevitabile – commenta l’amministratore delegato di Bloomberg Nef, Michael Liebreich – ma l’attuale crollo dei prezzi è una buona notizia per quel che riguarda la domanda, dato che l’eolico è sempre più competitivo con il carbone e il gas naturale a livello di dollari per MWh. Ciò è di vitale importanza, considerando la continua riduzione degli incentivi in atto. I fabbricanti di turbine che riusciranno a raggiungere una posizione di leader nella riduzione dei costi saranno anche in un’ottima posizione strategica quando tra qualche anno il mercato entrerà nella prossima fase di espansione”.