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Il fotovoltaico e l’ostacolo burocrazia

  • 13 Febbraio 2012

La burocrazia continua ad essere un freno allo sviluppo del fotovoltaico in molti paesi europei, con significative differenze tra l'uno e l'altro. Si va dalle 3 settimane per sviluppare un piccolo impianto in Gran Bretagna alle 220 di media che servono per un grande parco in Spagna. E anche l'Italia non è messa bene: per un impianto a terra ci vogliono 82 settimane.

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La burocrazia continua ad essere un freno allo sviluppo del fotovoltaico in molti paesi europei, con significative differenze tra l’uno e l’altro. Si va dalle 3 settimane per sviluppare un piccolo impianto in Gran Bretagna alle 220 di media che servono per un grande parco in Spagna. E l’Italia non è messa bene: i tempi per sviluppare il progetto di un impianto a terra arrivano a 82 settimane di media e la burocrazia assorbe il 69% dei costi del progetto, materiali esclusi, (vedi grafici).


Sono dati che arrivano dall’ultima edizione del rapporto PV LEGAL, sondaggio che indaga la situazione dei processi autorizzativi del fotovoltaico in 12 paesi europei (vedi allegato). I risultati come dicevamo sono decisamente diversificati.


In alcuni Paesi si sono potuti osservare importanti miglioramenti. Ad esempio, installare un impianto residenziale è diventato molto più veloce in Francia, Grecia, Germania, Olanda e Portogallo. I sistemi di registrazione on-line, procedure di autorizzazione più snelle e sistemi a “sportello unico” hanno aiutato a ridurre i tempi di attesa. Ma la situazione non è così promettente in tutta Europa: maglia nera come detto è la Spagna ma anche il nostro paese non è messo bene.




“I policymaker europei devono continuare a sottolineare l’importanza della rimozione di queste barriere, se si vorranno raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva RES” ha detto Reinhold Buttgereit, Segretario Generale di EPIA, e partner del progetto. ASSOSOLARE, partner iatliano dell’iniziativa, sottolinea l’importanza di una maggiore stabilità normativa e di un impegno politico per lo sviluppo del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili che sappia guardare al medio – lungo termine. Improvvisi e ingiustificati mutamenti del quadro normativo di riferimento, ultimo in ordine di tempo l’Art 65 del c.d. “Decreto Liberalizzazioni”, denuncia l’associazione, mettono in crisi gli operatori di settore, sia italiani che esteri.

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