Per il solare termico europeo serve un cambio di rotta

"Non possiamo andare avanti così" è il titolo di un'intervista a Robin Welling, presidente dell'industria solare termica europea, pubblicata dalla rivista Sun & Wind Energy che spiega perché la stagnazione della domanda richiede un cambio di strategia: ridurre in dieci anni i costi dei materiali del 50-60% e, nel breve, quelli di installazione.

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Quali sono le cause del calo (dal 2009) della domanda di solare termico in Europa?  In un’intervista pubblicata sull’ultimo numero di Sun & Wind Energy, Robin Welling, l’attuale presidente di ESTIF, l’associazione delle industrie europee del settore, ha spiegato che non è più possibile giustificare questa situazione solo con l’attuale crisi economica.

Certo, la stagnazione delle vendite di impianti solari termici può essere attribuita anche alla crisi, ma molto dipende anche dalle incertezze dei meccanismi di sostegno della tecnologia, dai loro continui stop-and-go, che si verificano anche nel mercato storicamente più importante, quello tedesco. Ma un altra dei principali problemi è legato alla ancora molto ridotta quota di ristrutturazioni, perché è qui, secondo Welling, che si avrebbe un enorme potenziale ‘incolto’.

Quello che serve però è ridurre il prezzo del kWh termico da solare termico. Invece di aspettarsi solamente l’aumento dei prezzi del petrolio, il settore dovrebbe lavorare per ridurre i costi e studiare insieme nuove strategie di marketing. Il Presidente ESTIF ritiene che non è possibile però dipendere dai programmi di sostegno e dai loro budget, spesso variabili e ballerini. Ci vuole una bella dose di realismo, sembra dire Welling: ora serve un obiettivo chiaro. Ad esempio arrivare a ridurre i costi dei prodotti del 50-60% in dieci anni, avere una strategia su come ottenere questo risultato e saperlo poi comunicare ai decisori politici. “Non si può attendere che i prezzi delle fonti fossili abbiano tassi di incremento a doppia cifra per spingere il mercato. Ci vorrà ancora troppo tempo”, dice il Presidente Estif.

Robin Welling, attualmente anche direttore dell’industria austriaca di collettori solari TiSUn Gmbh, vuole presentare un piano strategico del settore per la prossima primavera, ma chiede che questo sia scritto con impegni vincolanti: servono misure concrete ed elaborate insieme alle associazioni nazionali del solare e del riscaldamento, oltre che dai principali operatori di mercato.

Dove si potrà agire per tagliare i costi? Poco è fattibile nel breve termine, soprattutto per i collettori prodotti con gli attuali materiali. Per i polimeri o altri materiali innovativi ci vorrà tempo e investimenti in ricerca e sviluppo. Nel medio termine ci sono buone opportunità per la produzione di serbatoi. Ma è su tutta la catena di vendita che bisognerà agire da subito per abbassare il costo all’utente finale, a partire da quello di installazione che, secondo Welling, in molti mercati europei distrugge ogni possibile competitività dei prezzi del solare termico.

Sono in molti a credere che in questi prossimi due o tre anni il solare termico si giocherà le sue carte per la competitività e per restare un opzione energetica importante. E quello che serve è proprio un cambio di passo e di tattica.

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