Fotovoltaico Italia, una fase di mercato da gestire con cautela

Affrontiamo con Valerio Natalizia, Presidente del GIFI e amministratore delegato di SMA Italia, l'attuale fase di mercato del fotovoltaico nazionale: i prezzi al ribasso, la diminuzione delle tariffe, la spesa incentivi, la crisi economica e finanziaria. Per Natalizia il messaggio è operare per un mercato sano e di lungo periodo.

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Sulla situazione di mercato del fotovoltaico italiano continuiamo la nostra serie di interviste con gli operatori del settore. Oggi parliamo con Valerio Natalizia, Presidente del GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) e amministratore delegato di SMA Italia SpA.

Iniziamo con il chiedergli la sua valutazione sugli sviluppi del mercato a breve termine, in particolare per il prossimo anno, alla luce del calo delle tariffe programmate dal quarto conto energia e da altre variabile come la crisi finanziaria ed economica e il repentino calo dei prezzi dei moduli di questi ultimi mesi.

La crisi che stiamo vivendo sta creando un’incertezza che fino qualche mese non era preventivata, non perché non c’eravamo già dentro, ma in questa fase più acuta registriamo una accentuata difficoltà di accesso al credito che ha prodotto un forte rallentamento delle installazioni. I numeri che adesso vediamo dimostrano questa decelerazione. Tutti parlano di quei 11,6 GW attuali, che diventeranno 12 a fine anno, ma la situazione sul mercato è diversa e sicuramente meno euforica, nonostante il prezzo dei moduli sia sceso a livelli inaspettati. Alcuni produttori stanno adottando una politica dei prezzi che non è sostenibile nel lungo periodo. Se guardiamo i loro dati trimestrali, sia quelli dei produttori di moduli che di inverter, possiamo notare che quelli più fortunati hanno avuto una forte contrazione degli utili, mentre la gran parte ha registrato valori addirittura negativi. Questo significa che l’attuale trend discendente dei prezzi non può durare all’infinito e moltissimi, che stanno vendendo sotto costo il loro stock di magazzino, non potranno resistere per tanti mesi ancora. In effetti la capacità produttiva globale si è dimostrata eccessiva rispetto alla domanda.

Secondo le stime del Gifi a quanto si potrebbe attestare nel 2012 la potenza installata?

Non ci sarà sicuramente un boom delle installazioni. In generale, c’è una situazione di incertezza, le tariffe che stanno già diminuendo, a gennaio scenderanno ulteriormente.; quindi ritengo che la prima parte dell’anno dovrebbe essere abbastanza difficile. A questo si aggiunga anche il classico rallentamento delle installazioni connesso al periodo invernale. Qualche settimana fa avevamo fatto una stima che oscillava tra 2,5 e 3 GW per il 2012. Oggi opterei per la parte inferiore di questa forchetta, forse anche qualcosa in meno.

Un’altra variabile che potrebbe condizionare al ribasso il mercato del fotovoltaico nazionale è quella legata al raggiungimento della fatidica quota di 7 miliardi di euro annuali di incentivi, che molti prevedono possa essere raggiunta nel corso del 2012. Come andrebbe gestita questa situazione tecnicamente e politicamente?

Ai decisori ministeriali con i quali ho parlato ho chiesto di muoversi con prudenza per gestire la situazione. In effetti si è fatto molto e in breve tempo e quindi questa soglia è più vicina di quanto si potesse attendere al tempo della stesura del quarto conto energia. Tra installazioni all’interno del provvedimento “Salva Alcoa” e quanto fatto fino a maggio di quest’anno, possiamo dire che una grossissima parte di quei 5,2 mld di euro spesi in incentivi è collegata soprattutto a precedenti fasi e versioni del “conto energia”, anche se le installazioni sono state realizzate nel corso del 2011. Quindi è meglio avere prudenza e analizzare i dati di mercato, capendo che con la riduzione delle tariffe 2012, anche per quelle previste nel secondo semestre, il ritmo del mercato non procederà con la velocità dei mesi scorsi. Cosa fare, allora? Non è facile dirlo. In primis per la crisi che comunque tocca anche il nostro comparto e tutta la filiera. Andare a inserire un nuovo elemento di cambiamento adesso creerebbe a mio avviso un ulteriore fattore di incertezza che metterebbe in enorme difficoltà diverse aziende, specialmente quelle italiane che hanno dimensioni più piccole. Ritengo che prima di mettere mano alla materia sia necessario ragionare con la dovuta calma sui fattori che ho appena citato.

Ci sono richieste specifiche al nuovo governo?

Finora abbiamo comunicato solo il tipo di approccio che vorremmo si abbia con il nostro settore. Abbiamo detto al nuovo governo e ai due ministri coinvolti di procedere con cautela, raccogliendo le informazioni che arrivano direttamente dal mercato insieme a quelle che loro giustamente vorranno prendere in base a delle valutazioni macroeconomiche. Sarebbe il caso di evitare interventi un po’ scomposti come quello che abbiamo visto lo scorso marzo, con le conseguenze che ha procurato. Siamo disponibili a trovare soluzioni condivise che prevedano anche sacrifici da parte nostra, ma vorremmo comunque che si possa ragionare sul lungo periodo. A noi da un lato serve stabilità, ma soprattutto poter pianificare gli investimenti. La nostra azienda aveva preventivato di assumere nuovo personale a dicembre, ma rispetto al piano originario abbiamo dovuto frenare. Ci sono anche aziende che stanno mettendo parte del personale in cassa integrazione o in mobilità. Decidere ora comunque non è semplice perché le cose cambiano con una notevole rapidità.

Chiamiamole crisi di crescita, per edulcorare un po’…

Direi di sì. Alcuni ritengono che ci sia solo una colpa degli operatori del fotovoltaico. Vorrei dire invece che gli operatori sani e che lavorano per lo sviluppo dell’industria e di un mercato non tendono a fare tanto in pochi mesi; questo non è certo l’obiettivo di quelli che vogliono restare per tanti anni sul mercato. Chi vede il settore da fuori pensa che sia un mondo drogato dagli incentivi e noi siamo attori a volte inconsapevoli di questi sviluppi e di questi cambiamenti.

Per quanto riguardo il mercato specifico degli inverter cosa possiamo dire di questa fase?

Per forza di cose il mercato degli inverter segue quello delle installazioni fotovoltaiche. La nostra fase, quella di SMA, è un po’ diversa, perché a livello industriale stiamo programmando tutta una serie di innovazioni tecnologiche che in parte seguiranno la normativa italiana, quella che riguarda le smart grid o degli smart inverter in grado, ad esempio, di assorbire potenza reattiva. Poi stiamo sviluppando una serie di soluzioni per integrare sempre di più i sistemi fotovoltaici attraverso l’inverter con sistemi che possono reagire, oltre che con la rete elettrica, anche con internet e sulla base dei consumi dell’utente. Tecnologie che saranno anche connesse con i dati meteo in modo da prevedere la producibilità giornaliera dell’impianto. Da un lato questa è una fase  tecnologicamente molto intensa, dall’altro, dal lato del mercato, invece, come abbiamo visto, è un piuttosto difficile.

Qui trovate le interviste precedenti nel nostro giro di opinioni: con Paolo Rocco Viscontini, amministratore delegato di Enerpoint, e con Francesco Salomone di Elettro Sannio

Qui la raccolta di tutti gli articoli di Qualenergia.it sul quarto conto energia, sono divisi in due sezioni: normativa e analisi

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