La contromanovra equa e verde per uscire dalla crisi

Sbilanciamoci! Presenta la sua “contromanovra” da 40 miliardi: 100 misure per uscire dalla crisi privilegiando equità sociale e sostenibilità. Tra le proposte molte riguardano energia e green economy. Perché “questa crisi economica è anche una crisi ecologica” spiega a Qualenergia.it il portavoce della campagna Giulio Marcon.

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Un piano nazionale per l’efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione. La stabilizzazione delle detrazioni del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. Il raddoppio della quota obbligatoria di risparmio energetico obbligatoria per i distributori di energia.

E ancora: via l’IVA e detrazione dalla dichiarazione dei redditi per l’installazione del solare termico. Estensione a tutte le rinnovabili di un sistema di incentivi sul modello del conto energia fotovoltaico. Divieto di produrre e vendere i motori elettrici e gli elettrodomestici più inefficienti.

Sono diverse le misure che riguardano ambiente, energia e green economy contenute nella “contromanovra” di Sbilanciamoci! (vedi allegato) presentata stamattina a Roma. Cento proposte concrete, quelle fatte dal gruppo di economisti, “per politiche economiche e finanziarie nel segno dell’equità sociale, della sostenibilità ambientale di un’economia diversa, fondata su un nuovo modello di sviluppo”. Una “contromanovra” da circa 40 miliardi di euro per cercare una via d’uscita equa e sostenibile dalla crisi: 2/3 delle risorse andrebbero dedicate a difendere i redditi, il lavoro, le fasce più esposte alla crisi, nonché a sostenere un modello di sviluppo sostenibile, il terzo rimanente andrebbe a ridurre il debito. Una visione in cui, come detto, ambiente ed energia hanno un ruolo centrale.

“Questa crisi economica è anche una crisi ecologica: la crisi di un modello di sviluppo fondato su un consumo eccessivo di energia e su un’idea distruttiva dell’uso della natura. Un modello che va ripensato privilegiando produzioni e consumi meno energivori, capaci di produrre risparmio e compatibili con l’ambiente”, spiega a Qualenergia.it il portavoce della campagna Giulio Marcon.

Ecco che dunque accanto alle proposte citate ne troviamo diverse altre che puntano sulla riduzione dei consumi energetici. Ad esempio, tutte quelle che riguardano la mobilità: ridurre i finanziamenti per le grandi opere per rafforzare trasporto pubblico e mobilità sostenibile; stanziare un miliardo di euro per l’ammodernamento e il potenziamento delle linee locali di collegamento; tagliare i finanziamenti pubblici previsti dalla Legge di stabilità 2012 all’autotrasporto merci (400 milioni), per favorire invece intermodalità, autostrade del mare, uso del trasporto su rotaia. E ancora: 150 milioni di euro l’anno per finanziare piste ciclabili, car sharing, taxi collettivi, piani urbani della mobilità, progetti di mobility managment d’area e city logistic, ecc. Incentivi per mezzi a gpl, metano ed elettrici.

Ma che impatto avrebbero sui conti pubblici le varie misure proposte, chiediamo a Marcon? “L’impatto è quantificato nel nostro documento. Ad esempio, per la proroga del 55% abbiamo calcolato una mancata entrata di un miliardo per lo Stato. Queste misure hanno però dei benefici: creano occupazione e dunque entrate fiscali, minori emissioni di CO2 – e quindi risparmio su multe che il paese dovrebbe pagare qualora non rispettasse gli impegni internazionali – minor inquinamento e di conseguenza minor spese sanitarie.”

Benefici che spesso sono difficili da quantificare. Interessante da questo punto di vista il punto del documento che parla della necessità di mettere in piedi un sistema di contabilità ambientale, ossia integrare l’informazione monetaria con quella relativa ai flussi di materiali e risorse naturali. “Si tratta, spiega Marcon, di quantificare l’impatto in termine di consumo di natura, contabilizzare le esternalità negative”. Una contabilità ambientale, leggiamo dal documento, peraltro prevista dalla riforma della contabilità e della finanza pubblica recentemente approvata (legge n. 196/2009).

Ma visto che al momento nelle decisioni politiche esternalità negative, sia sociali che ambientali, tendono ad essere trascurate in favore di altri dati economici, che possibilità ci sono che le proposte di Sbilanciamoci vengano fatte proprie da questo o da un prossimo governo? “Alcune proposte sono semplicemente di buon senso, per cui speriamo che questo prevalga anche nel governo: ritengo che lo stesso Monti o Passera o Clini su diversi punti potrebbero essere d’accordo. Sono comunque misure che promuovono la crescita, anche se una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale. Sono relativamente ottimista. Certo i tempi potrebbero essere lunghi. In una fase di crisi come questa l’urgenza é quella di tappare la falla nei conti pubblici. Però con queste misure si va a chiudere questa falla e si fa ripartire l’economia, però un’economia di qualità. Penso che la green economy sia fondamentale per risanare i conti pubblici perché senza nuove entrate non si colmeranno i debiti accumulati in questi anni.”

I documento in versione integrale, in allegato in basso la sintesi in pdf.

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