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Si parla spesso di efficienza energetica, ma è interessante vedere a consuntivo i risultati che determinate politiche, sul versante di diversi prodotti, hanno consentito di raggiungere.

Pensiamo ai frigoriferi. Negli Stati Uniti, dopo la crisi petrolifera del ’73, si è assistito a un progressivo miglioramento degli standard di efficienza energetica. Il risultato è stato che gli attuali frigoriferi consumano quattro volte di meno rispetto a quelli che erano presenti sul mercato negli anni ’70 e questi consumi si ridurranno ancora del 25% al 2014.

La cosa interessante è che i prezzi dei nuovi e più efficienti frigoriferi invece di aumentare si sono ridotti di circa tre volte. Quindi l’efficienza energetica che va a braccetto con l’efficienza economica.

Un altro dato riguarda l’Italia: nel 2001 solo un quarto dei frigoriferi venduti era di classe A, la più efficiente in quegli anni. Nel 2009 sul mercato hanno fatto la comparsa le classi A, A+, A++, che 10 anni fa non esistevano in termini di efficienza e che hanno rappresentato il 94% del mercato. Quindi dal 20%  si è passati al 94%, peraltro con classi ancora più efficienti.

Risultato: il risparmio energetico ottenuto con la trasformazione del mercato di questo e di altri elettrodomestici equivale alla produzione di una centrale elettrica da 1.000 MW.

L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.