Quei benefici spesso dimenticati del fotovoltaico nazionale

Un breve report con alcuni dati mercato per comunicare all'opinione pubblica, alle istituzioni e alla classe dirigente del Paese i benefici che derivano dallo sviluppo del fotovoltaico nazionale. Il documento di Anie/Gifi vuole soprattutto fare chiarezza su quegli aspetti che in questi mesi sono stati oggetto di campagne contrarie alla tecnologia.

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ANIE/GIFI ha realizzato un breve report (vedi allegato in basso) che vuole dare un’informazione equlibrata all’opinione pubblica, alle istituzioni e alla classe dirigente del Paese sui benefici derivanti dallo sviluppo del mercato fotovoltaico nazionale per lo Stato, le imprese e le famiglie italiane. Vi sono nel documento alcune statistiche ufficiali e di mercato, insieme ad alcune stime elaborate all’interno dell’associazione, con l’obiettivo di portare all’attenzione degli interlocutori alcuni aspetti chiave connessi alla recente espansione del fotovoltaico.


Il documento Anie/Gifi spiega che nel periodo gennaio-agosto 2011 il fotovoltaico ha generato il 3% dell’energia elettrica consumata in Italia, ma che questo aumento dell’immissione in rete di energia non programmabile – ma prevedibile – pone dei problemi di stabilità della rete stessa che dovranno essere risolti tecnicamente (accumuli e smart grid). Su questo aspetto il fotovoltaico – si dice nel documento – apre le porte ad enormi opportunità di innovazioni tecnologiche legate alle reti di distribuzione e trasmissione dell’energia elettrica. Il nostro sistema industriale nazionale ha però acquisito già alcune competenze: 32 milioni di utenti elettrici italiani hanno i contatori digitali installati (smart meter) e ciò permette già oggi un controllo remoto dei flussi di elettricità nei punti di connessione.


L’associazione chiede in generale una maggiore programmazione e certezza del quadro normativo nel medio periodo visto che ormai il settore ha un peso rilevante nell’economia del paese: l’ammontare degli investimenti è oggi pari a 40 miliardi di euro all’anno provenienti per gran parte da privati e il comparto ha consentito, spiega l’associazione di categoria, la creazione di 20mila posti di lavoro diretti (oltre 100.000 nel complesso) e, cosa non di poco conto, con un’età media inferiore ai 35 anni (vedi grafico).



Il fotovoltaico in Italia consente oggi di far entrare nelle casse pubbliche quasi 4 miliardi di euro (2010), a fronte di un livello di spesa sostenuto da tutti i cittadini nella bolletta elettrica spesso sopravvalutato. Al momento l’incentivazione del fotovoltaico rappresenta circa il 20% di quanto i consumatori finanziano con la componente A3 della bolletta e nel complesso si tratta solo dell’1,5% di tutta la bolletta elettrica (elaborazioni dati RETE Imprese Italia 2011). I grafici in basso danno una fotografia della situazione.



Dal documento emerge che nel 2010 il costo dell’incentivazione per lo sviluppo del fotovoltaico è stato quantificato dal GSE in 826 milioni di euro, un valore modesto – spiega Anie/Gifi – se paragonato agli oneri A3 complessivi pagati dai consumatori in bolletta, che ammontano a un totale di quasi 6 miliardi l’anno e, soprattutto, se paragonati agli investimenti in tecnologia di origine prevalentemente privata pari nel 2010 a oltre 10 miliardi di euro.


Quello che vuole dire Anie/Gifi è che la spesa aggregata sostenuta in bolletta dai consumatori per incentivare  il fotovoltaico ha dato origine ad un effetto moltiplicatore, con importanti benefici per l’economia nazionale, pari ad oltre 10 volte l’incentivo erogato.

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