A Rovigo si recupera l’olio da cucina e se ne fa biodiesel

A Rovigo con l'olio utilizzato nelle cucine viene prodotto biodiesel per i mezzi pubblici adibiti alla raccolta dei rifiuti. Utilizzati già nel 2009 circa 34mila litri di biodiesel puro da oli esausti. Un risparmio economico per il Comune e soprattutto un vantaggio ambientale non da poco: 82 tonnellate di CO2 in meno all'anno.

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Tra i rifiuti che possono essere riciclati uno dei più difficili è l’olio da cucina. Normalmente va accumulato in un contenitore e portato nelle sedi di smaltimento. Finisce così che di fronte a tanta fatica per sbarazzarsi di un litro d’olio, in molti ci rinuncino. Cambia tutto quando il recupero dell’olio esausto diventa una parte fondamentale e ben visibile di un circolo virtuoso dal punto di vista ambientale ed economico.


Lo sanno bene a Rovigo, dove con l’olio utilizzato nelle cucine viene fatto diventare biodiesel per i mezzi pubblici di raccolta dei rifiuti. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Rovigo, l’ASM Rovigo SpA, l’Azienda comunale che gestisce il ciclo dei rifiuti, e alcune aziende private locali. E’ un ciclo chiuso a carattere territoriale che parte dalla raccolta degli oli alimentari domestici e professionali esausti, cui segue un processo di trattamento che li trasforma in carburante ecologico per i mezzi della divisione Ambiente di ASM.


Già dal 2006, ASM aveva cominciato a distribuire gratuitamente, su richiesta, taniche da 5 litri a tutte le famiglie del capoluogo veneto, che potevano conferire l’olio in un “ecopunto” appositamente stabilito in città. Ma visto il buon andamento dell’iniziativa nel 2008 il Comune lancia il progetto “Biodiesel dal tuo olio di Cucina” e allestisce dei “punti olio”, stazioni collocate presso tutti i principali supermercati del comune, dove conferire il liquido da frittura esausto.


È una mossa vincente, perché il cittadino deve solo portarsi la tanica piena di olio quando va al supermercato a far la spesa e non è più costretto a recarsi apposta in un luogo preciso, magari dall’altra parte della città. L’olio raccolto viene portato dall’ASM a operatori specializzati in grado di trasformarlo in carburante. Inizialmente, questa fase non è stata di facile realizzazione, perché la produzione industriale di biodiesel è tarata su oli vergini di provenienza agricola, mentre gli oli esausti sono biodiesel di seconda generazione. Ma in seguito l’ASM ha trovato gli operatori giusti.


E il bilancio è diventato positivo, innanzitutto dal punto di vista ambientale. Il biodiesel di seconda generazione è meno inquinante del carburante di origine fossile, con una riduzione delle emissioni complessive sull’intero ciclo di vita pari all’83% e con minori emissioni di CO2 equivalente: nel 2009 a Rovigo sono diminuite del 12%, pari a 82 tonnellate evitate. Un aspetto niente affatto secondario, se si considera che si tratta di una delle città italiane con più elevato numero di sforamenti da PM10 rispetto alla soglia consentita. Va ricordato però che il biodiesel attualmente utilizzato a Rovigo è in miscela con gasolio tradizionale di origine minerale, per sfruttare nel mix ottimale le migliori prestazioni motoristiche e ambientali. L’ASM ha iniziato a fine 2008 la sperimentazione con B5 (miscela di biodiesel al 5%), incrementandolo successivamente fino a B25 (miscela di biodiesel al 25%).
Come spiega la stessa ASM, “il bilancio nel 2009 ha visto l’utilizzo di circa 34mila litri di biodiesel puro da oli esausti, corrispondente alla quantità raccolta. Rispetto al consumo complessivo di diesel, si è utilizzata una fonte rinnovabile per il 18%, considerando anche la quantità di biodiesel da oli vergini presente in miscela sul prodotto autotrazione normalmente in commercio”.


Ma anche dal punto di vista economico, la città di Rovigo ha di che essere soddisfatta. Il progetto “Biodiesel dal tuo olio di cucina” è stato finanziato grazie al risparmio che il riutilizzo dell’olio come biodiesel ha comportato sia dal punto di vista dello smaltimento che da quello del rifornimento di carburante per i mezzi di raccolta rifiuti locali.


A settembre 2011, il progetto ha ottenuto il risultato di recuperare più di un chilo di materiale esausto per abitante. Ma le stime dell’ASM parlano di una produzione individuale annua più alta. Comunque già con queste cifre di recupero, Rovigo ha raggiunto il traguardo di produrre biodiesel a sufficienza per i propri mezzi di raccolta rifiuti.

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