La debole strategia del Governo sull’efficienza energetica

  • 6 Luglio 2011

Il neo Piano di Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica doveva essere lo strumento per una seria politica energetica nel settore, ma quello del MSE non spiega come arrivare alla riduzione del 20% dei consumi energetici. Conferma l’obiettivo del -9,6 al 2016, ma gli strumenti in campo sono tutti da ridefinire. Silvestrini a Ecoradio.

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Ascolta audio (mp3 – durata 2’ 15’’)


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il 4 giugno il Piano di Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE 2011) (Qualenergia.it, In consultazione, il nuovo piano per l’efficienza energetica). Il documento deve rappresentare il quadro di riferimento su quanto si sta facendo nel campo dell’efficienza energetica e, soprattutto, su quanto si dovrebbe fare fino al 2016, anno in cui la Direttiva europea poneva come primo obiettivo per tutti i Paesi membri il raggiungimento del -9% di riduzione dei consumi (-9,6% per l’Italia). Poi dovrebbe indicare gli obiettivi al 2020 dopo l’uscita della direttiva europea che pone il target di riduzione dei consumi energetici del 20% (Qualenergia.it, Efficienza energetica, una timida proposta di direttiva).


Ma quali indicazioni fornisce il nuovo Piano di Azione italiano? Dal documento si legge che con le azioni finora intraprese e con gli strumenti di incentivazione che attualmente esistono non riusciremmo a raggiungere l’obiettivo di riduzione del 20% al 2020. Ci mancherebbe circa l’8%, cioè circa 12 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.


Nel Piano, inoltre, viene indicata una serie di possibili aree di intervento, ma non si spiega con quali strumenti operare. Inoltre lo scenario di riferimento, che tiene conto della prosecuzione delle iniziative intraprese e attualmente esistenti, è in difficoltà perché alcuni importanti strumenti, come le detrazioni fiscali del 55% per l’efficienza energetica in edilizia e i certificati bianchi, sono in questo momento in forte discussione. Il 55% infatti probabilmente non ci sarà più e i certificati bianchi dovrebbero essere rilanciati, ma si è ancora in attesa del decreto ad hoc.


Siamo di fronte ad uno scenario che ha grossi punti interrogativi. Il PAEE dovrebbe essere lo strumento principe di una politica energetica per l’efficienza energetica, ma questo documento ci dimostra come la strategia del Governo in questo campo sia molto debole. L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e di QualEnergia, a Ecoradio.

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