Cosa pensa l’industria del fotovoltaico italiano del quarto conto energia? Continua il giro di interviste di QualEnergia.it ai dirigenti di alcune delle principali aziende che operano in Italia, per capire come vedono il futuro del settore e del loro business dopo l’approvazione del nuovo regime incentivante.


Oggi proponiamo una breve intervista a Giuseppe Sofia amministratore delegato di Conergy Italia, divisione italiana del gruppo Conergy, azienda che produce la gamma completa dei componenti per impianti fotovoltaici.


Sofia, che impatto avrà il quarto conto energia sul mercato italiano del fotovoltaico nel corso del 2011?


La situazione non è lineare. Sulla carta ci sarebbero le condizioni perché questo sia un buon anno: le tariffe sono ancora buone, non c’è il temuto cap, ci sono dei bonus interessanti. Vi sono però un paio di elementi di incertezza che mantengono la situazione in stallo: manca ad esempio la definizione dei prodotti made in Europe che avranno diritto al bonus del 10%. Altro elemento di incertezza, il registro per i grandi impianti, che non dà la certezza della tariffa, rendendo così difficile ottenere finanziamenti dalle banche. C’è poi anche una situazione internazionale particolare: grossa offerta di materiali e prezzi instabili che tendono a scendere, che rendono gli operatori propensi ad attendere nell’acquisto. Un elemento che farà accelerare le installazioni di grandi impianti nell’immediato è invece la finestra del 31 agosto, data dopo la quale scatta l’obbligo di iscrizione al registro per i grandi impianti. C’è insomma una corsa all’allaccio entro il 31 agosto, mentre una seconda corsa si può prevedere a ridosso di fine marzo per gli impianti su terreno. A parte queste instabilità, credo che il mercato fino a fine anno andrà bene.


Per la prima volta c’è un sistema incentivante definito su tempi più lunghi, sei anni, anziché tre come i precedenti regimi. Questo favorirà una crescita più continua?


Certamente è un vantaggio avere un orizzonte temporale lungo. Va detto comunque che le riduzioni delle tariffe, già da gennaio 2012, sono consistenti: c’è da chiedersi se i prezzi degli impianti scenderanno veramente in modo parallelo rispetto alle tariffe. Dalla fine di quest’anno certamente il fotovoltaico non sarà più un investimento così ghiotto da attirare la grande finanza, resterà comunque un buon mercato, che si stabilizzerà su dimensioni di un paio di gigawatt o due e mezzo all’anno , ma non tornerà ai volumi del 2010.


Come cambierà il tipo di installazioni in conseguenza del nuovo conto energia?


Passate le finestre di cui parlavo prima, quella fino al 31 agosto e quella fino a marzo, caleranno i grandi impianti a terra e aumenteranno decisamente quelli di piccola taglia e su tetto.


Che impatto potrà avere sull’industria e sul mercato il bonus del 10% per gli impianti con almeno il 60% dei componenti fatti in Europa?


Dipenderà abbastanza da come verrà definito. Sicuramente darà una mano alle produzioni europee, che siano semplici assemblaggi o produzioni integrali. Un prodotto cinese dovrà costare almeno il 20% in meno per essere competitivo a livello di impatto sul business plan di un impianto.


La vostra azienda ha cambiato strategia  in conseguenza del nuovo conto energia? Se sì, come?
La cosa buona è che noi non siamo mai stati un operatore fortemente dedicato ai grandi impianti su terreno, ma piuttosto ai piccoli – medi impianti, per questo non siamo stati molto penalizzati dai cambiamenti. Noi vendiamo componenti agli installatori, ma abbiamo anche un nostro settore engeneering che realizza grandi impianti chiavi in mano: ora guardiamo di più ai grandi tetti industriali anziché al terreno.


L’impegno della casa madre Conergy sul mercato italiano è cambiato con i tagli delle tariffe?


No, per la nostra azienda quello italiano resta il secondo mercato più importante (dopo quello tedesco, ndr). Proprio per il mercato italiano si sta puntando sulla ricerca di nuove soluzioni che possano beneficiare dei premi che il quarto conto energia dà a certe tipologie di impianti, come quelli totalmente integrati e innovativi.