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Dopo Fukushima, in Giappone e Germania si ripensa l’energia

Il dopo Fukushima porta a profondi ripensamenti sull'atomo in Giappone e in Germania. Naoto Kan annuncia di abbandonare 14 progetti di nuovi reattori atomici e la Commissione Etica tedesca si dichiara apertamente contraria al nucleare. Le rinnovabili la vera alternativa. Ma in India si autorizza un nuovo reattore in zona sismica.

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Due mesi fa il terremoto e lo tsunami colpirono il nord est del Giappone e causarono, insieme a decisive responsabilità umane, uno dei più grandi disastri della storia del nucleare. A Fukushima il dramma è ancora in atto, per quanto se ne senta parlare pochissimo, con almeno tre reattori fuori controllo e con la minaccia che incombe su centinaia di migliaia di persone, nella totale mancanza di trasparenza da parte delle autorità governative giapponesi e della Tepco che gestisce la centrale. Sappiamo poco. Sappiamo però che diverse tonnellate di acqua radioattiva vengono rilasciate in mare ogni giorno. Intanto un altro reattore atomico, quello n.2 dell’impianto Tsuruga, nella prefettura di Fukui, gestito dalla società elettrica JAPC, è stato chiuso; pare vi siano alti livelli di xeno-133 e di iodio-133.


Continueremo come portale Qualenergia.it a seguire la situazione dei reattori di Fukushima. Per essere costantemente aggiornati sullo stato dei danni dei reattori è possibile consultare il sito della Japan Atomic Industrial Forum .


Intanto in queste ore il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha annunciato l’intenzione di abbandonare il progetto di 14 nuovi reattori nucleari da qui al 2030. Ha inoltre dichiarato che nel futuro energetico del Giappone, anche se l’atomo continuerà ad avere un ruolo importante, ci saranno soprattutto le fonti rinnovabili. “L’attuale politica energetica prevede che al 2030 l’energia nucleare rappresenti oltre il 50% della produzione elettrica totale del paese, mentre le energie rinnovabili il 20%. Ma questo piano ora dovrà essere rivisto da zero dopo l’incidente”.


Difficile pensare ad una uscita definitiva dall’atomo, ma la nuova politica energetica, ha spiegato Naoto Kan, “intende promuovere le energie rinnovabili e creare una società dell’energia più efficiente. Questi sono i due nuovi pilastri della nostra strategia del settore”.


Mentre dopo Fukushima è in atto una profonda revisione della politica energetica, non si sa quanto convinta, da parte del paese asiatico, in Germania la Ethikkommission, la Commissione Etica, avrebbe indicato come necessaria e possibile l’uscita dal nucleare entro i prossimi 10 anni e che anzi sarebbe opportuno chiudere tutti gli impianti entro il 2011. La Commissione, incaricata dal premier Angela Merkel di valutare i pro e i contro dell’energia atomica, farà uscire il suo rapporto entro la fine del mese. Alcune indiscrezioni dei grandi quotidiani tedeschi ci fanno sapere che secondo l’organismo “il nucleare è troppo rischioso e sta avvelenando la coesione sociale, mentre invece un passaggio verso le fonti alternative offrirà alla Germania enormi opportunità di crescita tecnologica, economica e sociale”.


Purtroppo non ovunque si sta facendo un esame accorto del rischio nucleare. In India, a Jaitapur, è stato autorizzato infatti un progetto di una centrale nucleare che potrebbe essere soggetta a rischi molto gravi, visto che sarà realizzata su un tratto di costa ad elevata sismicità oltre che  particolarmente delicato dal punto di vista ambientale. I finanziamenti dovrebbero provenire da grandissimi istituti bancari, quali BNP Paribas e HSBC.

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