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Emissions trading europea, ecco le regole per i permessi 2013-2020

Oggi la Commissione europea ha stabilito i criteri con cui verranno distribuiti i permessi ad emettere alle industrie che rientrano nello schema per il periodo 2013-2020. La vendita all'asta resterà il sistema principale ma si assegneranno ancora molti permessi gratis.

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La vendita all’asta resterà il sistema principale ma si assegneranno ancora molti permessi gratis, per ridurre i costi delle industrie energivore e proteggerle dalla competizione con i concorrenti extraeuropei. E’ questo l’aspetto principale della decisione, presa oggi dalla Commissione europea, sui criteri con cui verranno distribuiti alle industrie che rientrano nello schema EU-ETS permessi ad emettere per il periodo 2013 – 2020.


Un trattamento di favore sarà garantito ai settori a rischio di “carbon leakage” ossia quelle produzioni che potrebbero delocalizzare per sfuggire a regole troppo severe sulle emissioni, la cui lista è stata stabilita nel 2009. Sconti che, come abbiamo ricordato su queste pagine in passato, rischiano di compromettere l’efficacia dell’ETS (Qualenergia.it, I subprime delle emissioni che non aiutano il clima).


La decisione stabilisce anche le regole con cui gli Stati membri dovranno calcolare la quota di riferimento in base alla quale stabilire  quanti permessi distribuire gratuitamente. Nella maggior parte dei casi la quota sarà pari alla media delle emissioni del 10% di industrie più virtuose a livello europeo per ogni settore. Le industrie a rischio di fuga riceveranno l’intera quota gratuitamente, mentre gli altri settori riceveranno gratis una percentuale di questa quota che scenderà gradualmente dall’80% nel 2013 al 30% nel 2020.


A questo link trovate i dettagli della decisione di oggi.

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